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Parco delle Sabine, degrado e abbandono: “Frutto della mancata consegna al Comune”

L’Associazione che si batte per la tutela dell’area esprime soddisfazione per il progetto “Sport nei parchi” e auspica la sistemazione del verde ormai incolto e degradato

Cestini stracolmi e rifiuti traboccanti finiti interra, erba incolta e incuria diffusa: così, solo alcuni giorni fa, si presentava il Parco delle Sabine, 147 ettari tra Fidene e Serpentara per i quali in molti vorrebbero una manutenzione costante ed efficace.


A vegliare su quest’area verde l’Associazione per la Tutela: 130 soci che la difendono a spada tratta dalle minacce di cementificazione e insistono affinchè il Parco venga effettivamente realizzato seguendo gli impegni sottoscritti in sede di convenzione urbanistica.


Sistemazione del verde, operazioni di piantumazione e la realizzazione di passaggi pedonali che possano anche collegare il Parco delle Sabine a quello vicino di Largo Labia: questi gli interventi più urgenti esposti dall’Associazione e ribaditi all’indomani della notizia che quell’area verde del Terzo sarà una di quelle in cui si svolgerà il progetto “Sport nei Parchi”.


Un’iniziativa in linea con l’idea di valorizzazione sostenibile del Parco delle Sabine perseguita dall’Associazione che dunque coglie l’occasione per porre all’attenzione dell’amministrazione municipale e comunale lo stato di grave degrado e abbandono di alcune aree del Parco “frutto in primis – spiegano - della mancata consegna delle aree del parco al Comune  di Roma, dalla mancata realizzazione degli impegni previsti in convenzione, dell’incuria e di una manutenzione insufficiente da parte di chi ha ancora in carico la gestione”.

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Dall’Associazione il sollecito all’amministrazione ad effettuare tutti i passi necessari “perché la società costruttrice affronti finalmente il problema della sistemazione a verde delle aree del parco perché vengano bloccati tutti i tentativi illegittimi di edificare nelle aree del parco snaturandone le finalità e perché finalmente il Comune di Roma e il Municipio III si assumano le proprie responsabilità prendendo in consegna il Parco”.

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