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Indifferenza e niente aiuti: chiude La Bottega dei Piccoli, il "non negozio" solidale

Dopo due anni e mezzo serranda abbassata in via Montaione, la onlus: "Nessuno si è interessato per salvare progetto virtuoso"

Dopo poco più di due anni ha chiuso i battenti La Bottega dei Piccoli, il primo non-negozio del baratto di beni per l'infanzia a Roma. Un'eccellenza nel cuore del Nuovo Salario, La Bottega dei Piccoli aveva infatti trovato posto in via Montaione: pochi metri quadri per dare concretezza al progetto elaborato dalla Terra dei Piccoli onlus, organizzazione no profit che si occupa di minori in difficoltà. 

La Bottega dei Piccoli

Proprio a loro era rivolto il progetto di eco socialità: recupero, riutilizzo e dono le tre parole cardine de La Bottega dei Piccoli, un "non negozio" dove, sottoscrivendo una tessera annuale associativa, era possibile scambiare e regalare senza denaro beni nuovi e usati per bambini e ragazzi. 

Principali beneficiari dei beni i bambini delle case famiglia e i minori indigenti seguiti dalla onlus: un progetto solidale con uno sguardo anche al tema della sostenibilità ambientale e alla necessità di ridurre la produzione di rifiuti. 

A rischio chiusura La Bottega dei Piccoli: il primo "non negozio" del baratto

Risposta a emergenza sociale e ambientale

Doppia l'emergenza sociale alla quale La Bottega dei Piccoli ha tentato di dare risposta: quella dell’impoverimento sempre più diffuso e quella ambientale con giocattoli e vestiti salvati dal divenire prematuramente rifiuto indifferenziato.

irca trecento le famiglie associate: persone che hanno scambiato tra loro e hanno regalato beni a 50 bambini in difficoltà economica e a 10 case famiglia.

Chiude il non negozio

Un modello di innovazione sociale che però, dopo appena due anni di attività, ha dovuto chiudere. A pesare sulle spalle della onlus il canone di affitto di quei 50mq in via Montaione, 44: troppo oneroso per un'associazione no profit che, nonostante la bontà della propria iniziativa, non ha mai ricevuto aiuto o sostegno dalle istituzioni. Solo plausi e apprezzamenti verbali. 

Così per La Bottega dei Piccoli il 22 giugno è stato l'ultimo giorno di esistenza, almeno in quel del Nuovo Salario. Serranda abbassata tra lo sconforto dei soci, delle famiglie affezionate al non negozio e l'indifferenza delle istituzioni: nessuno infatti ha tentato di tendere la mano all'associazione salvando la  bottega. 

La onlus: "Dalle istituzioni solo indifferenza"

"Per due anni e mezzo abbiamo pagato un canone di affitto a prezzi di mercato, nonostante i nostri ripetuti appelli nessuno dal Municipio e dal Comune si è interessato a noi. E' veramente un peccato che un'esperienza del genere muoia così. Roma è una città troppo faticosa per chi vuole mettere in campo iniziative sociali: ci abbiamo provato con Alemanno Sindaco, con Marino e con la Raggi. Da nessuno sono arrivate risposte o aiuti" - ha commentato ai microfoni di RomaToday Andrea Cippone, socio fondatore della Terra dei Piccoli e promotore del progetto. "Le assessore Baldassarre e Montanari hanno riconosciuto il nostro come un progetto di successo, ma a parte gli apprezzamenti verbali nulla si è mosso. Un vero peccato per un MoVimento che fa del ciclo dei rifiuti virtuoso un cavallo di battaglia". 

Già perchè La Bottega dei Piccoli era un'iniziativa sociale e allo stesso modo ambientale: "Un non  negozio - ricorda Cippone - che ha consentito di ridurre anche i rifiuti destinati al conferimento in discarica ed è paradossale che, per un'attività che sopravvive proprio nel territorio martoriato dal TMB Salario, non vi siano attenzione e interesse nonostante la città strabordi di spazi pubblici inutilizzati". 

La Bottega dei Piccoli verso il II Municipio

Una nuova casa, gratis, magari in uno dei locali del patrimonio comunale vuoti e in decadenza quanto reclamato ancora dalla Terra dei Piccoli affinchè La Bottega possa riaprire. Intanto, ma non prima di settembre, il non negozio potrebbe approdare nel vicino II Municipio: in uno spazio in condivisione con altre associazioni e realtà sociali. Quelle che vogliono e riescono a sopravvivere in una città dove costi esorbitanti, burocrazia e indifferenza sono spesso ostacoli insormontabili. 
 

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