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Tufello: scritte e simboli neofascisti fuori la sede dello storico Centro di Cultura Popolare

Dopo il caso di Talenti un nuovo episodio nel Municipio III: Caudo: "Ancora intimidazioni di estrema destra nel territorio"

Scritte e simboli che rimandano alla galassia neofascista sono apparse in via Capraia. Sono state realizzate a ridosso del Centro di Cultura Popolare del Tufello. Per l'esattezza, sono state scarabocchiate a fianco alla porta d'ingresso della storica sede e sul muretto che ne perimetra il piazzale antistante.

Il secondo caso in pochi giorni

L'episodio non è passato inosservato. Come ha fatto notare Giovanni Caudo, candidato presidente del centrosinistra alle prossime elezioni municipali, si è trattato di  "un nuovo caso d' intimidazione di estrema destra nel territorio del III Municipio" fatto registrare "dopo quello di pochi giorni fa a Talenti". Il riferimento è alle croci celtiche ed alla svastiche che, in quel caso, sono comparse fuori la sede del Partito Democratico di via Verga

Le scritte al Tufello

"Questa volta il bersaglio è stato il Centro di Cultura Popolare del Tufello che è stato oggetto di scritte inneggianti a una organizzazione di estrema destra, croci celtiche e minacce. Il centro ieri sera aveva organizzato, come fa abitualmente, un'iniziativa culturale aperta al quartiere - ricorda Giovanni Caudo -  durante la notte sono apparse le scritte. Oltre ad esprimere tutta la mia solidarietà agli animatori del Centro di Cultura Popolare del Tufello, ribadisco la necessità di non sottovalutare questi episodi che si verificano troppo frequentemente nel territorio del III Municipio".

Il bersaglio dell'episodio intimidatorio

Il Centro di Cultura Popolare di via Capraia ha aperto in un locale dell'Ater nel lontano 1975. Da allora opera in un territorio, il III Municipio, che conta una popolazione più numerosa di molte provincie italiane ma che, ricorda l'associazione del Tufello,  "colpevole indifferenza delle istituzioni che fin qui lo hanno amministrato, risulta sguarnito di strutture socio-culturali pubbliche". Un vuoto che le quarantennali iniziative del CCP hanno provato a colmare, con l'obiettivo dichiarato di "far crescere nel quartiere la coscienza dei propri diritti". 

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