Occupazione di via Monte Meta: partono i progetti di Puzzle
Prevista per il 2 Dicembre un'assemblea pubblica in cui si discuterà di iniziative e progetti legati all'esperienza di via Monte Meta
- LuogoTufello
A nove mesi dall'occupazione di via Monte Meta, oggi lo spazio autogestito presenta i progetti con cui si vuole dare una nuova impronta allo stabile, mettendolo a servizio delle fasce più deboli, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale.
"Quelli che prima erano centinaia di metri quadrati lasciati al degrado, colmi di carte impolverate, documenti gettati qua e là, servizi igienici fatiscenti e stanze inagibili, oggi ospitano uno studentato autogestito, una scuola di italiano per migranti, corsi di sostegno scolastico e attività di formazione per i cittadini e le cittadine del quartiere", raccontano oggi gli studenti e i precari di Puzzle.
"In seguito alle straordinarie mobilitazioni dell'anno trascorso, studenti, precari e cittadini di Montesacro e Tufello hanno liberato uno spazio, difendendolo dalla rendita e dalla speculazione. Lo stabile, di proprietà comunale, ospitava in passato gli uffici dei servizi sociali, ma da oltre due anni era completamente vuoto e inutilizzato. Una situazione insopportabile, soprattutto davanti a una crisi economica devastante che colpisce drammaticamente il sistema di welfare, in una città come Roma che spicca per l'assenza di politiche abitative per i giovani e i precari, per la carenza di servizi e strutture, per non parlare di qualsiasi forma di sostegno al reddito, necessaria per sopravvivere nel mare in tempesta della precarietà.
L'esperienza di Puzzle mostra proprio questo desiderio.
L'ambizione di inventare una nuova relazione tra gli spazi recuperati e i beni comuni, tra pratiche di autogestione e servizi dal basso, sperimentando nuove forme di welfare oltre la dicotomia pubblico/privato. Il desiderio, quindi, di mettere a valore il grande successo referendario della scorsa primavera, in cui oltre 27 milioni di italiani hanno espresso un chiaro no alla privatizzazione dell'acqua e al rilancio dell'energia nucleare".
"Esiste un patrimonio comune che lega l'esperienza di Puzzle a quelle del Teatro Valle e dell'ex cinema Palazzo di Roma: il desiderio di uscire dalla crisi ripensando il rapporto tra diritti e democrazia, lo stesso desiderio che ha spinto centinaia di migliaia di studenti e precari a invadere le strade e occupare le piazze in ogni angolo del mondo.
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Per questo nasce Puzzle. Per affermare che una via di uscita alternativa esiste, che non è speculazione teorica, ma concretezza di vita, di esperienze, di progettualità. Un laboratorio in progress, un percorso comune ma plurale che delinea un'idea di autogoverno del territorio e delle nostre vite" concludono poi gli attivisti.
E proprio Puzzle ha organizzato, per il prossimo venerdì 2 dicembre alle ore 16.30, un'assemblea pubblica al Laboratorio Puzzle, per discutere delle progettualità legate ad alcune prossime iniziative.

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