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La delibera 140 fa tremare il Tufello: blitz dei movimenti a Piazza Sempione

Sulla testa di Lab! Puzzle lo spettro dello sgombero in virtù del riordino del patrimonio capitolino. Occupazione lampo in Municipio III: "Si tuteli esperienza di welfare dal basso, politica ci metta la faccia"

La delibera 140 fa tremare il Tufello. Lo spettro dello sgombero infatti pende come una spada di Damocle su Lab! Puzzle e su tutti quegli attivisti che dal 2011, liberando i locali dei vecchi uffici del Sociale da abbandono e polvere, in via Monte Meta hanno messo su una realtà di welfare dal basso divenuta ben presto punto di riferimento per studenti, precari e stranieri. Ma non solo. Al Puzzle nota e stimata la scuola di fumetti e illustrazioni, così come i laboratori di lavoro comune e quei corsi di italiano utili per chi arriva da lontano. 

Un'esperienza che però adesso, in virtù di quella delibera sul riordino del patrimonio capitolino, rischia di sparire. Per questo i movimenti ieri si sono presentati a Piazza Sempione con un blitz. I ragazzi di via Monte Meta hanno preso la parola prima dell'inizio della seduta del Consiglio: "Dopo che lo scorso 19 febbraio le istituzioni municipali non si sono presentate all'assemblea pubblica di presentazione dello 'Statuto di autogoverno', scritto da tutte e tutti coloro che animano l'occupazione di via Monte Meta, abbiamo deciso di andare a trovare gli esponenti della politica e di governo nel nostro municipio" - hanno scritto in una nota dal Puzzle sottolineando come la delibera 140 rischi di cancellare decine di esperienze sociali, di solidarietà e volontariato di Roma. Tra queste anche la loro. 

"Dietro sgomberi e sfratti, e un il ritornello della 'ripristino' della legalità, si nasconde il progetto di normalizzare Roma, togliendo voce e spazio a tutti quelli che resistono dentro la crisi immaginando una società e una città diversa. Un progetto - sottolineano i movimenti - a cui l'attuale amministrazione capitolina e il M5s non hanno ancora dato segnali di sostanziale discontinuità con le precedenti amministrazioni. Non bastano più le petizioni di principio e le promesse, mentre vanno avanti gli sgomberi e i provvedimenti amministrativi". 

Da qui la richiesta alla politica, a cominciare dagli enti di prossimità, di avere il coraggio di scegliere e di metterci la faccia: "O si tutelano le esperienze sociali e che nascono dal basso, tutelando i beni comuni e percorrendo innovative strade sotto il profilo giuridico, o si lasciano parlare giudici e manganelli" - hanno detto i giovani del Tufello. 

La volontà di Puzzle è quella d'intraprendere un percorso pubblico per tutelare la ricchezza sociale e i servizi che trovano spazio all'interno della realtà di via Monte Meta: "Abbiamo registrato una rinnovata disponibilità a un confronto. Disponibilità - promettono - su cui vigileremo a partire dalla prossima settimana".
 

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