MontesacroToday

"Valerio Vive, la rivolta continua": corteo antifascista per Verbano al Tufello

Il giovane 19enne di sinistra fu assassinato il 22 febbraio del 1980 per mano di tre fascisti. I colpevoli non sono mai stati identificati

Il corteo antifascista per Valerio Verbano (Foto CSA Astra)

Valerio Vive... la rivolta continua". Corteo antifascista al Tufello per ricordare Valerio Verbano, il giovane ragazzo di sinistra assassinato nella sua abitazione di via Monte Bianco il 22 febbraio del 1980. Dopo 39 anni i compagni e le compagne romane hanno sfilato per le vie del popoloso e popolare quartiere del Municipio Montesacro sventolando bandiere rosse ed accendendo fumogeni dietro allo striscione "Valerio Vive", accompagnato dalla scritta "Contro il razzismo di Stato e la guerra ai poveri, connettiamo le resistenze"

A precedere il corteo partito alle 17:00 l'appuntamento che si rinnova da quasi 40 anni, "un fiore per Valerio", sotto la casa di via di Monte Bianco dove il 19enne venne ucciso da tre fascisti sotto gli occhi della madre. Poi il corteo che dalla casa di Valerio si è snodato su via delle Isole Curzolane e le strade circostanti. Inevitabili i disagi al traffico, con la zona blindata e presidiata da polizia, carabinieri e polizia locale di Roma Capitale. 

Sono passati 39 anni dall'omicidio di Valerio Verbano, il giovane militante dell’Autonomia Operaia assassinato in 22 febbraio 1980 in via Monte Bianco. Un agguato condotto da tre uomini armati, introdottisi a volto coperto nella sua casa di via Monte Bianco. Valerio, allora 19enne, fu ucciso davanti alla madre Carla. Un omicidio su cui non è ancora stata fatta luce. Verbano aveva realizzato un dossier su alcuni militanti del quartiere appartenenti ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar), gruppo terroristico di estrema destra attivo in quegli anni. Un possibile movente.

Le indagini si indirizzarono soprattutto in quegli ambienti - dopo una prima rivendicazione dall'estrema sinistra, ritenuta inattendibile -, ma tutti gli indiziati vennero alla fine assolti. Nel febbraio 2011, però, a 31 anni dal delitto, la Procura di Roma che aveva riaperto le indagini iscrisse due nomi nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. A battersi per avere giustizia e per ricordarlo è stata negli anni soprattutto sua madre Carla, morta nel 2012. Il corteo ricorderà anche lei e la sua lotta.

"Lottare per la libertà di movimento e contro ogni nazionalismo, per la giustizia sociale e i diritti di tutte e tutti - scrivono i compagni e le compagne -. Mettere al centro le istanze del movimento femminista globale che ha lanciato la sua sfida a un potere gestito e difeso da uomini bianchi. La nostra lotta antifascista è la lotta per un mondo radicalmente diverso, è la costruzione di una società solidale, dove il nostro nemico non è quello più povero di noi o qualche decina di naufraghi in balia delle onde nel cimitero del Mediterraneo. Contro il razzismo di Stato e la guerra ai poveri, connettiamo le resistenze con Valerio nel cuore". 

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