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Omicidio Valerio Verbano, 39 anni dopo: venerdì corteo antifascista al Tufello

L'appuntamento è per venerdì alle ore 16 in via Monte Bianco, al Tufello, dove il ragazzo abitava e fu assassinato

A 39 anni dall'omicidio di Valerio Verbano, il giovane di sinistra assassinato al Tufello il 22 febbraio del 1980, un corteo antifascista ricorderà il giovane ucciso. L'appuntamento è per venerdì alle ore 16 in via Monte Bianco, al Tufello, dove il ragazzo abitava e fu assassinato. 

"1980-2019 Valerio Verbano. La rivolta continua contro il razzismo di Stato e la guerra ai poveri, connettiamo le resistenze", è il titolo della manifestazione. "Nel 1980, 39 anni fa, Valerio Verbano veniva ucciso. Stava tornando dal liceo che frequentava, l'Archimede. Arrivato a casa trovò i genitori immobilizzati e tre fascisti che lo uccisero con un colpo di pistola. Ancora oggi i colpevoli non sono stati puniti. Ancora oggi Valerio sta aspettando di avere giustizia", scrive in un post su Fb il Collettivo Autorganizzato Virgilio annunciando l'iniziativa. 

"Se questa giustizia non verrà da un'aula di tribunale dovrà venire dal basso, dalle realtà più vicine a Valerio - continua il Collettivo - L'antifascismo rimane un valore fondamentale e ora più che mai va riaffermato senza paura, per Valerio e per tutti coloro che hanno perso la vita per il loro essere antifascisti".

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Sono passati 39 anni dall'omicidio di Valerio Verbano, il giovane militante dell’Autonomia Operaia assassinato in 22 febbraio 1980 in via Monte Bianco. Un agguato condotto da tre uomini armati, introdottisi a volto coperto nella sua casa di via Monte Bianco. Valerio, allora 19enne, fu ucciso davanti alla madre Carla. Un omicidio su cui non è ancora stata fatta luce. Verbano aveva realizzato un dossier su alcuni militanti del quartiere appartenenti ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar), gruppo terroristico di estrema destra attivo in quegli anni. Un possibile movente.

Le indagini si indirizzarono soprattutto in quegli ambienti - dopo una prima rivendicazione dall'estrema sinistra, ritenuta inattendibile -, ma tutti gli indiziati vennero alla fine assolti. Nel febbraio 2011, però, a 31 anni dal delitto, la procura di Roma che aveva riaperto le indagini iscrisse due nomi nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. A battersi per avere giustizia e per ricordarlo è stata negli anni soprattutto sua madre Carla, morta nel 2012. Il corteo ricorderà anche lei e la sua lotta. 

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