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Il Comune vuole sgomberare Astra: trenta giorni per lasciare l'immobile

Il Dipartimento Patrimonio chiede all'occupazione del Tufello 250mila euro di arretrati. Gli attivisti annunciano resistenza a oltranza

Circa 250mila euro di arretrati da versare nelle casse del Comune e 30 giorni per lasciare l'immobile: il centro sociale Astra è sotto sgombero. 

Squarcia la tranquillità del Tufello l'ingiunzione del Dipartimento Patrimonio nei confronti dell'occupazione di via Capraia 19

Il centro sociale Astra sotto sgombero

Un'esperienza sociale e culturale nata nello scantinato di una palazzina popolare nei primi anni del Duemila. 

"Pre assegnato nel 2004 agli ex occupanti delle sale cinema di viale Jonio (il cinema Astra) per garantire le attività sociali e culturali che lì si svolgevano, l'assegnazione fatta in base alla delibera 26 - spiegano gli attivisti del Tufello - non è mai diventata definitiva e la vita del centro sociale è andata avanti in un limbo determinato solo e soltanto dall'immobilismo delle amministrazioni comunali".

Quasi quindici anni durante i quali Astra è diventato uno  dei pochi punti di riferimento del Tufello, periferia del Municipio III. 

"Un un quartiere sempre più spento, che sembra fermo a decenni fa, stretto tra povertà, e mancanza di luoghi accesi dopo le 20. Neanche l'arrivo della metropolitana - sostengono da Astra - ha cambiato molto le cose". 

Uno spazio che nel corso del tempo si è occupato di diritto alla casa, tutela dei più deboli offrendo anche momenti di incontro e socialità tre film, libri, fumetti e anche cucina. 

Astra, incontri e solidarietà al Tufello

"Una lotta quotidiana, alla povertà materiale e culturale, alla diffusione della precarietà, ma anche all'abuso di alcol e droghe, al gioco d'azzardo e alla depressione. Perché all'assenza delle istituzioni - rivendicano dal centro sociale del Tufello - si è risposto con l'organizzazione di una fitta trama sociale fatta di incontri e solidarietà di cui questo quartiere è stato capace. Trama al centro della quale si è sempre venuto a trovare l'Astra". 

Il Comune vuole sgomberare Astra

Una realtà che adesso però rischia di scomparire perchè il Comune vuole riprendersi quel pezzettino del suo patrimonio, prima di Astra vuoto e abbandonato. 

Tra un mese lo sgombero, prima il nulla. "Nessun invito a un tavolo della discussione, nessun dialogo con chi dal 2006 svolge attività sociale nel cuore del Tufello" - sottolineano da via Capraia dove già si prepara la resistenza a oltranza.

Il centro sociale del Tufello si prepara alla resistenza

"Non abbiamo nessuna intenzione di lasciare il centro sociale e siamo pronti alla mobilitazione sociale e politica, fino a opporre fisicamente resistenza allo sgombero". 

A dare manforte agli attivisti di Astra il minisindaco del Municipio III, Giovanni Caudo. "La desertificazione delle esperienze sociali che si sta attuando a danni di associazioni e centri sociali presenti anche da anni sui territori ha ormai raggiunto il parossismo, dimenticando che sono spesso proprio queste le realtà che mantengono vivo e intatto il tessuto sociale e connettivo dei quartieri. Dopo lo sgombero scellerato avvenuto a Primavalle l'estate scorsa e la guerra dichiarata a Lucha y Siesta,ora la scure della cieca applicazione di un malinteso principio di legalità cade anche sul Tufello e il CSA Astra. Chiediamo alla sindaca Virginia Raggi di invertire la rotta e di non procedere allo sgombero. Noi - ha detto il presidente del Roma Montesacro - ci opponiamo fermamente a chi vuole spegnere il Tufello e intendiamo mobilitarci con le persone del quartiere per impedire questo scempio". 

La Garbatella a sostegno del Tufello: "Serve moratoria su sgomberi"

Un 'No' allo sgombero di Astra e alla "logica cieca del recupero di immobili che senza le esperienze sociali dei territori, sviluppate in oltre venti anni, sarebbero divenuti dei luoghi vuoti e degradati o svenduti per operazioni speculative" che si leva anche dalla Garbatella.

"Quel che oggi è necessario è una immediata moratoria degli interventi di sfratto e sgombero, in particolare di quelle realtà sociali vive e pienamente integrate nei quartieri. Roma - ha scritto in una nota il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri - meriterebbe un programma che valorizzi l’enorme patrimonio pubblico per esperienze sociali, culturali e di nuova imprenditorialità, ripensandone la gestione, con azioni di valorizzazioni delle esperienze maturate e non di vessazione nei confronti di chi offre servizi nei territorio". 
 

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