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Municipio III, le ultime 8 ore di Capoccioni e i suoi soldati: "Mi mandate via, ma io resto qua"

L'annuncio della presidente cacciata: "Vanno a casa solo le opposizioni". In aula manifesti stile far west contro i traditori

Una sfiducia dal sapore di campagna elettorale. Ne è convinta l'ex minisindaca del Municipio III, Roberta Capoccioni, che ieri è stata sfiduciata dall'Aula di Piazza Sempione, al termine di una seduta fiume, condita da urla, scontri, manifesti stile far west.

Un tutti contro tutti, anche tra il pubblico con gli agenti della Polizia Locale costretti ad allontanare un paio di spettatori. Una seduta infinita per staccare la spina al governo grillino di Montesacro, il secondo a cadere, dopo l'VIII dell'ex presidente Pace, in appena un anno e mezzo.

Alla fine nel parlamentino di Montesacro è passata la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni divenute, con il M5s flagellato da fughe e cambi di casacca, maggioranza. E senza numeri, con i grillini negli ultimi consigli ad andare sotto e soccombere agli schieramenti avversi, l'esito della seduta è stato scontato: 13 i voti, tutti quelli dei consiglieri di opposizione, che hanno determinato la caduta della minisindaca e del Consiglio Municipale. Tutti a casa. 

L'intervento di Francesca Burri, la prima dissidente

"Tutti sconfitti" - a sostenerlo la consigliera Francesca Burri, ex dissidente grillina passata al Gruppo Misto che ha presentato all'Aula la mozione di sfiducia. Un breve elenco delle cose "non fatte" dal M5s nel Municipio III, poi l'attacco diretto alla Presidente: "Non ho mai detto che non abbia lavorato, ma le è mancata la politica: se fosse stata un po' più aperta, un po' più trasversale non saremmo arrivati a questo punto. Invece il modus operandi del Movimento in questo municipio è stato tribale, con 'sante inquisizioni' e gogne. Ci chiamano traditori, ma anche noi ci siamo sentiti traditi. Oggi non ci sono vincitori e vinti, ne usciamo tutti sconfitti". 

Un intervento interrotto da commenti e urla del pubblico: "Venduti", "traditori", "vi dovevate dimettere" - gridano ai quattro fuoriusciti dal Movimento. Quasi macabro il manifestino nelle mani di alcuni con le "foto segnaletiche" dei consiglieri eletti con i 5s e passati altrove. 

manifesto_grillini_traditori

La minisindaca: "Sfiducia per colpire Lombardi"

"I contenuti di questa mozione di sfiducia dimostrano come i consiglieri di opposizione non conoscano le materie di competenza del Municipio: questa amministrazione in un anno e mezzo ha fatto molto di più di tante consiliature precedenti. La sfiducia in questo caso è solo un atto politico, è campagna elettorale per colpire Roberta Lombardi" - ha detto la minisindaca sventolando il volantino della candidata alla Regione Lazio. "Io non ho perduto la maggioranza, non l'ho mai avuta" - ha sottolineato. Ed in effetti il M5s di Montesacro, arrivato tra gli scranni di Piazza Sempione diviso in due correnti di appartenenza, non ha mai sanato le proprie fratture. A spaccarlo di netto antipatie personali, scontri caratteriali e visioni diametralmente opposte: ferite mai ricucite fino allo strappo finale.

La minisindaca ne ha per tutti, per i "traditori" e per le opposizioni: i primi accusati di aver cospirato alle sue spalle per "motivi strettamente personali", i secondi di fare campagna elettorale a spese del territorio.

Pesanti le accuse ai due ex minisindaci: "Marchionne - ha detto Capoccioni - è quello che ha manomesso il plico degli emendamenti in sede di Bilancio, ecco il motivo che mi ha spinto a raccogliere quel faldone e portarlo all'attenzione dall'Autorità Giudiziaria". Che dire poi di Bonelli "che ha cercato di vendere sul mercato della politica la sua tredicesima firma (l'ultima necessaria per presentare la mozione di sfiducia in Aula ndr.) ". 

Le opposizioni all'attacco

"Siamo stati un'opposizione collaborativa e propositiva, come è nel nostro costume: ma dall'altra parte abbiamo trovato un muro, solo no. Lei presidente - ha detto Marchionne nel suo intervento - si è asserragliata in questo palazzo e noi l'abbiamo cacciata". "Immaginare che senza una maggioranza si possa andare avanti è da irresponsabili: ecco perché, dopo aver ascoltato centinaia di miei elettori, sento il dovere di votare per la sfiducia" - il commento di Bonelli. "Oggi Raggi perde un altro Municipio, quello di Montesacro, quello 'lombardiano'. Si chiude dopo un anno e mezzo circa un'esperienza fallimentare, segnata da risse interne alla maggioranza e da un'imbarazzante incompetenza che l'ha contraddistinta" - la stoccata di Fratelli d'Italia.

L'annuncio della minisindaca: "Sarò delegata del Campidoglio"

Eletta con 53mila voti al ballottaggio e rimasta con un pugno di consiglieri dopo solo diciotto mesi, la minisindaca sfiduciata dai suoi ex portavoce e dalle opposizioni complici, tra congiure di palazzo e giochi di potere, rimarrà li a Piazza Sempione. “Oggi in questo Municipio si chiude un percorso, ne inizia un altro. Le opposizioni vanno a casa, il M5S resta con la Sindaca Raggi e resta con me che farò la delegata. Con me resterà tutta la mia squadra: i consiglieri e gli assessori e tutta la squadra. Loro vanno a casa - ha detto nell'ultimo intervento in Aula da minisindaca - noi restiamo qui dentro”. 

Continuità amministrativa quella che il Campidoglio vuol dare al Montesacro: alla presidente sfiduciata, forse senza grandi demeriti amministrativi ma con l'immensa colpa di non aver saputo serrare le fila tra la sua maggioranza, le redini del territorio. Questa volta senza Consiglio. 

Capoccioni commissaria? Insorgono le opposizioni

E sull'ipotesi Capoccioni delegata della Sindaca Raggi nel Municipio III, insorgono le opposizioni. "Dopo la sfiducia alla Capoccioni vengano rispettati i principi democratici che sono alla base di una civile convivenza. Occorre proprio per questo dare un segnale chiaro nominando un commissario super partes" - l'appello accorato alla Sindaca Raggi di Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia. 

"Il sindaco intende sfidare ancora il buonsenso affidando proprio alla neo sfiduciata Capoccioni il ruolo di commissaria per garantire continuità amministrativa e coordinamento tra il Campidoglio e il Municipio. Insomma, un gioco delle tre carte per mantenere in qualche modo una poltrona andando contro il voto espresso dal consiglio municipale. Questo - commenta Annagrazia Calabria, deputata e candidata di Forza Italianel collegio di Castel Giubileo - è il rispetto dei 5 Stelle per la democrazia". 

Duro anche l'attacco del Pd, ieri arrivato con tanti dei vertici romani a Piazza Sempione. "La sfiducia della Presidente Capoccioni è il segnale che il consenso interno al movimento grillino si sta sbriciolando. Ma a preoccupare di più è' proprio il carattere distintivo dell'arroganza che nella sindaca e nel M5S sembra prevalere dopo l'ennesima crisi politica. Infatti l'ipotesi al momento paventata dalla Raggi, di affidare alla sfiduciata Capoccioni il ruolo di commissaria più che una sensata decisione politica sembra essere una minaccia. A condizionare le decisioni della Sindaca ci sarebbero i rapporti di 'non belligeranza' tra la Raggi e la candidata presidente alla regione Lazio Roberta Lombardi, di cui la Capoccioni è una fedelissima" - ha scritto in una nota il consigliere capitolino, Marco Palumbo, accusando Capoccioni che ieri ha sventolato il manifestino di Lombradi di aver violato "il fondamentale principio di imparzialità dell'attività amministrativa". 

Una figura super partes per traghettare il Municipio III verso il voto quanto chiesto dalle opposizioni: "Una scelta diversa da un commissario esterno - incalza Borzì - sarebbe un segnale profondamente antidemocratico che dovrebbe preoccupare tutti. Ci auguriamo che la prima cittadina di Roma faccia le sue scelte tenendo presente la volontà dei cittadini del III Municipio che attraverso i propri rappresentanti hanno dato segnale chiaro e inequivocabile facendo cadere la presidente Capoccioni".
 

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