Montesacro Today

Fronda grillina a Montesacro, chiesta revoca assessori: "Via pure lady De Vito"

Da alcuni consiglieri e attivisti la richiesta, inviata anche alla Sindaca Raggi e al vice Frongia, di revocare gli assessori D'Orazio, già candidato con la Civica Rutelli, e Tadonio, moglie di Marcello De Vito. Gli oppositori: "Questione di inopportunità politica"

Il M5s del Montesacro si spacca, dentro e fuori il Municipio. Quella degli attivisti montesacrini è infatti una vera e propria polveriera pronta ad esplodere e a mostrare tutte le fragilità di un Movimento nel quale, nonostante la volontà di distacco più assoluto, non mancano quei tratti spesso tipici degli invisi "partiti tradizionali" con correnti, antipatie e ambizioni personali a rischiare di lacerare il tutto.

Non semplici divergenze di opinione: nel M5s del Montesacro, territorio di provenienza dei big Roberta Lombardi e Marcello De Vito, esiste una vera e propria fronda che rischia di minare la compattezza, ad oggi non proprio evidente, del gruppo di maggioranza a sostegno della presidente Roberta Capoccioni. 

La minisindaca - dopo il terremoto relativo alla mozione "della minoranza della maggioranza" grillina sull'aumento dei turni del TMB Salario, dopo il caso del posto auto riservato, quello dei presunti "conflitti d'interesse"  del suo vice Sartiano e la recente revoca dell'Assessora a Mobilità e Lavori Pubblici, Patriza Brescia - deve ora far fronte agli attacchi interni, quelli che vengono dagli attivisti del suo stesso Movimento. 

Dodici le firme di portavoce consiglieri e "attivisti certificati" apposte sotto il documento che chiede alla Presidente del Municipio III di revocare due dei suoi Assessori: una richiesta fatta pervenire anche alla Sindaca Virginia Raggi e al suo vice Daniele Frongia. Come a dire che la questione più che montesacrina riguarda tutto il M5s romano. 

Nel mirino dei grillini oppositori - tra i quali figurano i consiglieri di Piazza Sempione Francesca Burri, Donatella Digiacinti e Massimo Moretti - gli assessori Domenico D'Orazio, delegato alle Politiche Ambientali, e Giovanna Tadonio con deleghe a sicurezza, personale e Polizia Locale. 

A D'Orazio gli attivisti firmatari contestano il suo non essere un grillino della prima ora che, sebbene "iscritto al Movimento 5 Stelle dal 2007", così si legge nel Curriculum Vitae presentato alla minisindaca, non ha mancato di candidarsi "in aperta competizione", sostengono gli oppositori, con i candidati proposti dal M5s. Nel 2008 infatti D'Orazio figura nella Lista Civica per Rutelli a sostegno del candidato presidente Alessandro Cardente del Pd e non in quella Amici di Beppe Grillo in appoggio a Gianfranco Cacciante.

M5s "snobbato" pure nel 2013 quando l'Assessore della Giunta Capoccioni preferì lanciarsi nella sfida di una lista civica: la Civica in Quarta che, fondata e poi abbandonata, non sostenne mai il candidato pentastellato Massimo Moretti dichiarando apertamente invece l'appoggio esterno al Dem, Paolo Marchionne. Per un caso analogo l'Assessore alla Mobilità del Municipio XII, Roberto D’Alessandria, è stato revocato in appena 24 ore: quelle necessarie per scoprire il suo nome tra quelli della Lista Repubblica Romana a sostegno di Sandro Medici alle amministrative del 2013. 

"Inoltre - scrivono i grillini della fronda nel loro documento - non può non essere evidenziato il fatto che il suo curriculum vitae sia privo di qualsiasi riferimento a specifiche competenze che dovrebbero garantire l'adeguatezza dello stesso a ricoprire il delicato ruolo tecnico di Assessore all'Ambiente e ai rifiuti". Insomma un passato politicamente scomodo e un presente di inadeguatezza, quanto sottolineato dai "colleghi" del M5s sull'ex presidente del Comitato di Quartiere Serpentara "democratico, apartitico e aconfessionale". 

Più che altro questioni di imbarazzo di fronte allo spauracchio di una "parentopoli" quelle sollevate invece sul caso dell'Assessora Giovanna Tadonio: moglie di Marcello De Vito, ex candidato Sindaco del M5s, mister preferenze alle ultime amministrative e attuale Presidente dell'Assemblea Capitolina.

"Sarebbe stato molto più opportuno - scrivono i grillini nel documento indirizzato a Campidoglio e Piazza Sempione - che la stessa si fosse candidata al fine di ottenere una legittimazione dal basso o della Rete per un successivo incarico istituzionale. La Presidente Roberta Capoccioni invece - proseguono nel documento sostenendo pure di non essere a conoscenza dell'attivismo pregresso dell'Assessora  - ha optato per una nomina diretta". 

Da qui la richiesta di revoca dei due Assessori "nei confronti dei quali - si legge nella missiva - sono venute meno , sotto il profilo dell'opportunità politica, le condizioni che hanno determinato la scelta di conferire loro tali deleghe". Una richiesta, quella della fronda grillina di Montesacro, cassata dalla minisindaca che, si legge sempre sul documento, avrebbe "mostrato totale indifferenza a tali problematiche". 

Dunque sugli assessori D'Orazio e Tadonio, quest'ultima descritta sin da subito dalla minisindaca come "talentuosa, preparata, competente e valida", per l'apparato del M5s romano, mai intervenuto su tali casi, non sembrerebbe quondi esserci alcuna questione di "inopportunità politica". Pertanto, come da mesi a questa parte, D'Orazio e Tadonio rimarranno presumibilmente al loro posto.

Chissà per quanto ancora e in quale misura tale scelta peserà sulla coesione del Gruppo 5s di Piazza Sempione: pronto a fare quadrato su alcuni e altrettanto solerte "nell'eliminare" spine nel fianco e non allineati. 

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