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Villa Spada si risveglia tra i miasmi: "Sembra di vivere in un cassonetto"

L'impianto TMB dell'AMA che doveva chiudere i battenti il 31 dicembre 2015 è ancora in funzione: odore nauseabondo e fastidioso invade la zona. Residenti sul piede di guerra

Ennesimo risveglio da incubo a Villa Spada, uno dei quartieri sull'asse Salaria che da anni più soffre e combatte i  miasmi provenienti dal TMB dell'Ama. Odori fastidiosi e nauseabondi che si sprigionano dall'impianto di Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti al 981 della consolare romana e che da tempo condizionano la vita di un intero quadrante fatto di abitazioni, aziende e scuole.

"Qui - raccontano da Villa Spada - non possiamo nemmeno mettere il bucato ad asciugare in balcone": già perchè indumenti e biancheria si impregnerebbero subito di cattivo odore, proprio come accade alla tappezzeria delle automobili lasciate in sosta li anche solo per qualche ora.

Una vita d'inferno tra finestre serrate e nasi turati: condizioni che tutti pensavano di poter salutare con l'arrivo del nuovo anno, quel 2016 che sarebbe dovuto iniziare con la chiusura, promessa per il 31 dicembre 2015, del TMB. 

Uno stop alle attività che però a quattro mesi di distanza non è ancora arrivato: istituzioni ed AMA continuano a dire che sul punto si sta lavorando e lo si sta facendo in modo serio e serrato

"Siamo vicini al trattamento 'zero' in un impianto obsoleto e non più adeguato" - ha detto il Presidente del Municipio III, Paolo Marchionne, nella sua relazione sui tre anni di governo nel Montesacro sottolineando come ci sia la ferma volontà di far si che la questione TMB possa presto appartenere al passato. 

Ma la realtà a Villa Spada, così come a Fidene e per le numerose aziende che sorgono sulla Salaria è un'altra: anche questa mattina i miasmi provenienti dal TMB erano da voltastomaco: "Sembra di essere in un cassonetto" - il commento di una residente alle 7.40.

Così mentre la politica decide e tenta di trovare soluzioni alternative ad un impianto di cui, nonostante le promesse, forse al momento Roma non può fare a meno quella parte del Municipio III, che tanto si era illusa, continua ad esprimere disagio e sofferenza: l'impianto, quanto ribadiscono da anni da Villa Spada e Fidene, va chiuso o delocalizzato in un sito che non sia adiacente a case, scuole e aziende. 

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