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Montagne di rifiuti nel piazzale del TMB Salario: dopo un mese parte la rimozione

Le operazioni si concluderanno "entro fine settimana". Il Comune chiede ad Ama indagine su potenziali "contaminazioni" e messa in sicurezza

foto Facebook: Andrea V.

Montagne di immondizia putrescente sul piazzale esterno del TMB Salario, l'impianto per il trattamento dei rifiuti andato in fumo l'11 dicembre scorso, odori nauseabondi e acri che infestano i quartieri circostanti con i residenti preoccupati per quella quantità enorme di scarti che giace ancora all'aria aperta a poche decine di metri dalle loro finestre. 

"Una vera bomba ecologica tra le case" - accusa il minisindaco del Municipio III, Giovanni Caudo; "uno scempio ambientale" - rilanciano i Comitati chiedendo per il TMB Salario la completa bonifica oltre che il definitivo smantellamento.

Il Comune chiede indagini su "potenziali contaminazioni"

Ad incalzare Ama anche il Comune che, con una lettera partita in gran segreto ma pubblicata da Il Messaggero, ha chiesto conto alla partecipata delle "indagini preliminari sulle matrici ambientali del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee per la verifica dei superamenti delle concentrazioni". Studi di cui il Dipartimento Ambiente, nonostante le numerose richieste, non ha avuto alcun riscontro. A mancare anche un rapporto "sullo stato di attuazione delle misure di prevenzione/messa in sicurezza" dell'impianto, "inclusa la rimozione dei rifiuti combusti, in quanto potenziali sorgenti primarie di contaminazione". 

Il TMB Salario "è una bomba ecologica": a un mese dal rogo rifiuti putrefatti e lo spettro della trasferenza

Un ritardo sullo spostamento dei rifiuti dovuto, così si è giustificata Ama, ai tempi necessari per avere certezza circa la stabilità del Salario evitando operazioni con il rischio crollo dell'edificio distrutto dalle fiamme. 

Ma il Campidoglio incalza e "bacchetta" la partecipata che sull'attuazione delle misure di prevenzione e messa in sicurezza e delle indagini preliminari può procedere. E deve farlo immediatamente.

Al via la rimozione dei rifiuti dal TMB Salario

Così Ama ha fatto sapere che "è iniziata l'operazione di rimozione e avvio a corretto trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati collocati, per ragioni di sicurezza, nell'area esterna dell'impianto Tmb Salario dal personale dei Vigili del fuoco, intervenuto per lo spegnimento dell'incendio dello scorso 11 dicembre. Le operazioni di rimozione dei rifiuti si completeranno presumibilmente entro la fine di questa settimana". Poi aggiunge: "Per la rimozione delle altre frazioni di rifiuto (Fos, scarti, ecc.) presenti all'interno dell'impianto, Ama è in attesa della conclusione e valutazione delle specifiche analisi". 

Il TMB Salario "sarà raso al suolo": al suo posto il centro direzionale Ama

Nel TMB Salario "nessun trattamento dei rifiuti"

Dunque ad un mese dal rogo i piazzali del TMB Salario torneranno liberi dai rifiuti, mentre dentro è esclusa qualsiasi attività di trattamento degli stessi: "Ama ribadisce che nel sito non viene svolto, dallo scorso 11 dicembre, alcun trattamento dei rifiuti. L'area di proprietà dell'azienda capitolina per l'ambiente è però anche sede, come noto e da sempre, di un'autorimessa: tutti gli automezzi che li transitano per garantire i servizi di raccolta dei rifiuti, inclusa la macchina madre su cui vengono caricati i rifiuti da mezzi più piccoli, - sottolinea l'azienda - portano altrove i rifiuti da avviare a trattamento".

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