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TMB Salario, rimossi i rifiuti indifferenziati. Ama: "Mai stata discarica a cielo aperto"

Liberato il bacino di ricezione dell'impianto: restano ancora frazione stabile organica e scarti "in quantità minima"

Dopo la rimozione dei rifiuti dal piazzale esterno del TMB Salario, è terminata anche l'operazione di rimozione e avvio a trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati presenti all'interno del bacino di ricezione dell'impianto. 

Rimossi i rifiuti dal TMB Salario

"Dopo l'esito delle analisi di caratterizzazione dei rifiuti urbani rimasti dentro l'impianto all'atto dell'incendio dell'11 dicembre scorso, che ne hanno consentito la classificazione come rifiuti urbani non pericolosi, i rifiuti sono stati rimossi ed avviati a corretto trattamento prima dall'area esterna (dove erano stati collocati dal personale dei VVF nell'ambito delle operazioni di spegnimento) e ora anche dall'area interna, a seguito delle prime certificazioni di agibilità della struttura" - ha fatto sapere Ama in una nota sottolineando come tutta l'area esterna dell'ex TMB, già la scorsa settimana, sia stata oggetto di interventi di lavaggio e pulizia. 

L'impianto pulito e lavato

Una sanificazione alla quale nei prossimi giorni, "non appena concluse le ulteriori verifiche strutturali, che ora possono essere effettuate dentro al bacino di ricezione dei rifiuti",  sarà sottoposto anche l'interno dello stabilimento.

"Per la Fos (frazione organica stabile ndr.) e gli scarti presenti in quantità minima e residuale all'interno dell'impianto, Ama - ha specificato l'azienda - è in attesa della conclusione e valutazione delle specifiche analisi". 

Ama: "TMB Salario mai stata discarica a cielo aperto"

Poi la risposta alle preoccupazioni di residenti e Municipio III, veicolate dai media, sulle condizioni del Salario dopo il rogo che lo ha distrutto: "Si ribadisce categoricamente che l'impianto di Trattamento Meccanico Biologico di via Salaria non è mai stato una discarica a cielo aperto. Pertanto, Ama diffida chiunque dal reiterare affermazioni non rispondenti al reale stato di cose, ed agirà a propria tutela per le vie legali nei confronti di quanti dovessero perseverare nel diffondere informazioni - secondo via Calderon de La Barca - false, fuorvianti e lesive per l'azienda". 
 

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