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La puzza? All'opposizione sì, al governo no. Il Tmb Salario e i grillini a nasi alterni

All'opposizione i pentastellati tra i manifestanti chiedevano l'immediata cessazione dei miasmi, oggi al governo si trincerano dietro lo "stiamo lavorando"

foto: www.beppegrillo.it - luglio 2014

Ieri in prima fila nelle manifestazioni per la chiusura del TMB, oggi trincerati dietro un vago "stiamo lavorando" che per soluzioni, tempi e prospettive incerte non soddisfa affatto i cittadini.

La posizione di governo ha cambiato l'atteggiamento del Movimento 5 Stelle, romano e montesacrino, sulla scottante questione del TMB Salario. Non più spavalda opposizione, ma timida maggioranza. Basta pensare che nelle linee programmatiche della presidente Capoccioni il tema TMB Salario è stato liquidato in quattro righe. 

"Non abbiamo competenze dirette, la chiusura è utopia. Questa Amministrazione non racconta bugie" - si era difesa nell'occasione l'allora neo minsindaca.

La minisindaca nel 2013 sul blog di Grillo: "Stop alla puzza"

Lontani i tempi in cui Capoccioni pontificava sul blog di Grillo. "Bisogna stoppare la puzza non è solo uno slogan, ma è un nuovo approccio che il M5S propone di fronte a un problema concreto" - scriveva online. 

Ma era il maggio del 2013 e, da candidata al Comune, aveva uno scranno in Aula Giulio Cesare da inseguire. Tant'è che quel tavolo con i "cittadini parlamentari" proposto all'epoca oggi che il M5s governa municipio e città è sparito dall'agenda. 

Perso come quell'obiettivo primario di "stoppare la puzza": "Mentre gran parte dei politici parlava di delocalizzazione dell'impianto, una procedura esosa e non attuabile in brevi tempi, il M5S propone come primo obiettivo quello di stoppare la puzza" - diceva dal blog la Presidente. 

Campidoglio e Ama propongono nasi elettronici

Obiettivo fallito al governo del Municipio con i residenti a passare l'estate barricati in casa. Nel frattempo Campidoglio ed Ama a targa Cinque Stelle si dicono ancora alla ricerca dell'origine dei miasmi: nasi elettronici, come se quelli dei residenti non fossero abbastanza oggettivi, quanto proposto. 

L'assessore D'Orazio: un tempo capofila nelle proteste, oggi eclissato

Defilato dalla questione anche l'assessore all'ambiente del Municipio III, Domenico D'Orazio. Ai tempi della presidenza del Comitato di Quartiere Serpentara  tra i capofila nei cortei lungo la Salaria, oggi eclissato. La lettera inviata a Piazza Sempione, insieme ad altri 12 comitati è un vago ricordo: allora chiedeva all'amministrazione Marchionne di "mettere in atto tutte le azioni possibili per una definitiva risoluzione", oggi si trincera dietro dichiarazioni vaghe ("non siamo disposti a mantenere lo status quo") e quel 70% di differenziata senza il quale il TMB non può chiudere. Obiettivo, con la crescita dello 0,1 in un anno, palesemente difficile da raggiungere in tempi brevi. Non una parola nell'infuocata assemblea di Largo Labia sfociata nella dura contestazione all'assessora Montanari e al dg di Ama Bina. 

Le promesse di De Vito e Stefàno

Assenti dalle ultime proteste anche i consiglieri comunali De Vito e Stefàno, quasi habitué negli anni passati. Più facile in effetti scendere in strada da opposizione, meno farlo da squadra di governo al Municipio e al Comune. "I cittadini hanno diritto ad un ambiente di vita sano, cosi come sancito dalla costituzione art. 32" - dichiarava Stefàno a margine della manifestazione del luglio 2014. Quella salubrità che, nonostante l'avvento dei Cinque Stelle un tempo assai più battaglieri sul TMB Salario, oggi a Villa Spada e Fidene ancora manca. "Manutenzione, alleggerimento e chiusura" - quanto promesso da Marcello De Vito all'alba del nuovo mandato nel giugno 2016. 
Manutenzione e alleggerimento di cui al Salario, tra vasche piene e portelloni aperti come scritto nero su bianco da Arpa Lazio, non v'è traccia. La chiusura, anche quella annunciata entro il 2019, rischia così di essere una chimera. 

TMB Salario: passerella per la campagna elettorale

Perchè il TMB Salario è uno spunto perfetto per passerelle e campagna elettorale, ma un tema complesso e scottante quando si è al governo e bisogna trovare soluzioni concrete e immediate. Quelle che chiedono i cittadini: gli stessi con i quali, in tempi passati, il M5s ha manifestato urlando "stop alla puzza". Uno slogan rimasto tale. 
 

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Commenti (4)

  • Soliti esagerati, vi hanno promesso 2019. Mancano 2 anni. Io per ogni protesta, allungherei la persistenza dell'impianto. Così imparate a bloccare chi lavora.

  • stesso voltafaccia a.noi lavoratori Romamultiservizi..identico

  • Intato cominciate a scrivere meglio gli articoli, almeno per quanto riguarda l'italiano.

  • Trovo che questo articolo sia un buon esempio di informazione corretta: cosa dicevano prima Tizio e Caio, cosa dicono oggi, che cosa è cambiato nel frattempo. Chi legge può farsi una propria idea. Un grazie all'autrice.

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