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I rifiuti restano nel TMB Salario, personale trasferito. I sindacati: "Ama ammette rischi salute"

Liberata e pulita solo l'area esterna, nell'impianto rimangono operai e autisti: dovranno indossare tute e mascherine. I sindacalisti: "Relazioni interrotte, parte stato di agitazione"

L'area esterna del TMB Salario libera dai rifiuti, l'interno invece ancora pieno in attesa delle analisi specifiche su quelli presenti e la certificazione di stabilità dell'edificio affinchè lo spostamento avvenga in totale sicurezza.

"Il piazzale e tutta l’area esterna sono ora interamente liberi da materiali" - ha comunicato Ama in una nota sottolineando come per rimuovere e avviare a corretto trattamento tali rifiuti, collocati fuori dall'impianto dai Vigili del Fuoco intervenuti per lo spegnimento dell’incendio dello scorso 11 dicembre, sia stato necessario attendere i risultati delle analisi per la caratterizzazione dei rifiuti stessi "che sono risultati rifiuti urbani non pericolosi". 

Ancora rifiuti all'interno del Salario

Così ora l'attenzione si sposta tutta sugli altri "rifiuti urbani non pericolosi"  presenti all’interno del bacino di ricezione: "Ama - fanno sapere da via Calderon de La Barca - provvederà a spostarli non appena avrà la certificazione di agibilità della struttura, prevista nei prossimi giorni".  

Per le residue frazioni di rifiuto (FOS, scarti, ecc.) presenti all’interno dell’impianto, l'azienda è invece in attesa della conclusione e valutazione delle specifiche analisi.

Montagne di rifiuti nel piazzale del TMB Salario: dopo un mese parte la rimozione

Personale trasferito in altre sedi

Nel frattempo temporanemente trasferito in altre sedi il personale di ufficio "con l'obiettivo - si legge nel documento - di perseguire il principio della massima cautela per la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori". I meccanici addetti alla manutenzione saranno destinati al sito manutentivo più prossimo. 

Tute e mascherine per chi resta al Salario

Poi le prescrizioni per coloro che continueranno a lavorare al Salario, autisti e personale operaio: "Tali lavoratori e altri, eventualmente chiamati ad operare presso l'impianto, dovranno indossare mascherine FFP3 e tute usa e getta" - scrive l'azienda. 

Dunque tutti chiamati ad adottare precauzioni. Sul piede di guerra i sindacati che accusano Ama di aver interrotto ogni tipo di relazione con i rappresentanti dei lavoratori e di aver "ammesso i rischi per la salute" solo dopo oltre un mese dal rogo.

TMB Salario: sindacati annunciano stato di agitazione

"Dopo un mese di tranquillizzazioni e mancate risposte alle nostre richieste a tutela della salute dei lavoratori, dopo le denunce sui rifiuti rimasti a marcire all'aperto e forse anche grazie all'intervento di alcune strutture pubbliche che hanno effettuato le ispezioni, con i tavoli aziendali appena ricominciati l'azienda ammette i rischi per la salute per chi opera nell'area del Tmb Salario e trasferisce il personale, come sempre senza confronto con le organizzazioni sindacali" - scrivono in una nota Natale Di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, rispettivamente segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel di Roma e Lazio. 

Annunciato dunque lo stato di agitazione "per difendere l'azienda da un management che vuole riportare in Ama le lancette dell'orologio indietro di dieci anni". 

I sindacati: "Servizi sono allo sbando"

"Si continuano a portare avanti progetti sperimentali sul Porta a Porta senza assunzioni e mezzi solo per ubbidire alla politica. Si porta avanti il piano sulle Ama di municipio ma senza programmazione, iniziando dalle nomine e con bandi in cui mancano solo i nomi e i cognomi dei vincitori. L'azienda - denunciano i sindacati - è senza governo, i servizi allo sbando, la raccolta manuale è esplosa, le condizioni di lavoro devastanti".

"Un atteggiamento irresponsabile che viene pagato dai romani e dai lavoratori con il restaurarsi di un sistema fatto di favoritismi e - concludono - scelte tanto arbitrarie quanto disastrose sul piano operativo".
 

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