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TMB Salario, i Comitati tornano in piazza: "Revoca dell'autorizzazione e mai più rifiuti"

La nuova mobilitazione sabato 16 febbraio: i cittadini chiedono atti ufficiali per la definitiva chiusura e futuro compatibile con abitato

A due mesi dall'incendio che ha distrutto e reso inutilizzabile il TMB Salario, l'impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti, i Comitati dei cittadini che per anni hanno combattuto contro i miasmi emessi dal sito di Ama tornano in piazza per chiedere a Comune e Regione "atti ufficiali" sulla definitiva dismissione dello stabilimento. 

Le richieste dei Comitati

Una delibera della Giunta Raggi per la chiusura; il ritiro dell'Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della Regione Lazio; la bonifica dell'intero sito e la sua futura destinazione "compatibile con l'abitato", con tanto di parco per i cittadini: queste le istanze avanzate dall'Osservatorio permanente No Tmb. 

"Senza la revoca dell'AIA c'è il serio pericolo che l'impianto possa in qualsiasi momento riprendere a funzionare e che l'area venga adibita alla ricezione, alla trasferenza e allo stoccaggio dei rifiuti. Per questo motivo chiediamo che in via Salaria 981 non entrino mai più rifiuti" - scrivono i cittadini lanciando la manifestazione del 16 febbraio (ore 15 davanti all'ex TMB).

Il futuro incerto del TMB Salario

Il futuro dell'area industriale dell'ex TMB di via Salaria è infatti ancora incerto, tre le ipotesi formulate da Campidoglio e Ama nelle settimane successive all'incendio: prima centro di riciclo creativo "dove artigiani potranno lavorare nei laboratori per ridare una nuova vita a vecchi oggetti" - aveva annunciato la Sindaca Raggi; poi, ad un mese esatto dal rogo, l'idea d trasformare quel polo nel centro direzionale della municipalizzata con tanto di restituzione grafica del progetto. 

Nelle linee guida del piano industriale di Ama invece, seppur con l'ubicazione dell'impiantistica "da definire con il coinvolgimento dei territori", il progetto di convertire i TMB in "fabbriche di materiali". Dunque ancora lo spettro dei rifiuti. 

Il Municipio III: "Su TMB vogliamo decisioni chiare"

Da qui la nuova mobilitazione, appoggiata pure dal Municipio III: "Manifestiamo perchè non ci fidiamo: mai più rifiuti in via Salaria 981" - ha scritto  il minisindaco Giovanni Caudo invitando tutti a scendere in piazza per dare ancora più forza e continuità alla vertenza, "per costringere il Comune e la Regione a fare gli atti conseguenti per decretare la chiusura definitiva dell'impianto e per avviare la bonifica e la riqualificazione dell'area partendo dal risarcimento da riconoscere ai cittadini di Villa Spada e di Fidene". 

"Non ci fidiamo degli irresponsabili che hanno negato l'evidenza, che hanno tentato di prenderci in giro con i nasi elettronici rischiando di sperperare denaro pubblico, che hanno sottovalutato la rilevanza della nube tossica sulla città omettendo ogni comunicazione o informazione alla città. Non ci fidiamo dei rendering approntati in fretta e furia per la paura di non sapere cosa dire in Assemblea Capitolina. Non ci fidiamo e per questo - ha concluso il presidente del Roma Montesacro - manifestiamo, perché vogliamo atti non comunicati stampa, decisioni chiare e non giravolte. Rispetto e non furbizie".

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