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TMB Salario al collasso, rifiuti fino al tetto. L'USB denuncia: "Li si lavora senza misure di sicurezza"

Il sindacato: "Fossa piena, i rifiuti coprono la sala di controllo"

Il TMB Salario nell'occhio del ciclone. L'impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti di via Salaria 981, già al centro delle proteste dei residenti della zona appestati dai miasmi prodotti e oggetto di scontro tra Arpa e Ama, con le sue condizioni di perenne emergenza desta anche le preoccupazioni dei lavoratori. 

L'USB denuncia: "No misure di sicurezza"

"L'Ama dice che tutto è a posto, che l'impianto non puzza, che i lavoratori vengono controllati periodicamente, ma noi registriamo che quando scarichiamo nell'impianto TMB Salario, il personale presente nella buca di stoccaggio non ha misure di sicurezza". La denuncia all'agenzia Dire arriva da Giovanni Belluomo, esponente del sindacato Usb in Ama. 

"Questo impianto è stato progettato per lavorare un quantitativo specifico di rifiuto indifferenziato. Purtroppo da quando è stata chiusa la discarica di Malagrotta, sia questo impianto che quello di Rocca Cencia, è stato autorizzato anche come sito di stoccaggio e quindi può arrivare ad avere all'interno anche 10mila tonnellate di rifiuti. In queste condizioni - ha spiegato Belluomo - il TMB ha grosse difficoltà a funzionare e i lavoratori all'interno molte volte sono sottoposti nella maggior parte della giornata ai miasmi di questo materiale in decomposizione". 

Fetore insopportabile che porta gli addetti ad aprire i portelloni, favorendo inevitabilmente la fuoriuscita di cattivi odori. 

"Quella buca (la vasca di ricezione dove scaricano i camion, ndr) dovrebbe essere chiusa per non fare uscire i miasmi, purtroppo gli operatori devono lavorare con le serrande aperte altrimenti li dentro è impossibile stare". 

Il TMB Salario al collasso

Rifiuti che a metà agosto, con la fossa piena, sono stati scaricati addirittura nei piazzali esterni dell'impianto: un procedimento eccezionale nelle more dello svolgimento delle necessarie operazioni di carico dei bilici destinati al trasporto dei rifiuti per il trattamento presso impianti terzi che però intorno al TMB, con i cittadini a chiedere lo stop alle lavorazioni e dunque alla "puzza", ha destato più che qualche malumore. 

Condizioni al limite del collasso non rare nel sito di Ama di via Salaria dove anche in queste ore il quantitativo di rifiuti in attesa di essere trattato dentro l'impianto sembra aver raggiunto vette notevoli. 

"Se qualcuno entrasse adesso vedrebbe l'impianto strapieno, con gli operatori che lavorano li dentro. I rifiuti toccano quasi il tetto, addirittura coprono la sala di controllo" - ha evidenziato l'esponente Usb. Per quanto è piena la fossa, da sabato pomeriggio fino a tutta la giornata di ieri non sarebbe stato consentito ai camion di scaricare i rifiuti: "Sì - ha risposto Belluomo alla Dire - Normalmente riempiono un TMB per fare in modo che si abbassi la pressione nell'altro e viceversa". 

 Un sospetto quello dei mancati controlli da sempre palesato dalla cittadinanza che sabato 6 ottobre scenderà in piazza per chiedere lo stop immediato ai miasmi e la chiusura del TMB Salario. 

L'aumento della differenziata è una chimera

Un'istanza  che però non trova l'appoggio dell'Usb: "Noi siamo perchè da subito questi impianti tornino a funzionare in base a ciò per cui sono stati progettati: sicuramente in questo modo si annullerebbe l'impatto sui residenti".

Per riuscirci sarebbe necessario un innalzamento della percentuale di raccolta differenziata: "Non crediamo ai numeri dell'Ama e non pensiamo che a Roma si faccia il 44% di differenziata: basta vedere in giro intorno ai cassonetti. Quando sono strapieni la differenziata diventa indifferenziata. Inoltre oggi c'è lo stesso personale di quando conferivamo solo a Malagrotta, mentre con la raccolta differenziata sono necessari più operatori".

Ma per chiudere il Salario entro il 2019, come promesso dalla Giunta Raggi, la percentuale di differenziata dovrà essere al 70. Una chimera viste le condizioni delle strade di Roma e dello stabilimento di Ama che da via Salaria continua ad asfissiare i 40mila di Fidene, Villa Spada e dintorni
 

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