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Ama Salario, da TMB a "discarica": i residenti sacrificati all'emergenza

Nel novembre del 2017 il nulla osta della Regione al "deposito temporaneo" dei rifiuti nelle aree dell'impianto. I Comitati: "Autorizzazione inaccettabile"

Ama autorizzata ad utilizzare alcune aree dei TMB Salario e Rocca Cencia per stoccare i rifiuti: gli impianti di trattamento meccanico biologico si trasformano così "temporaneamente", è scritto nella determina della Regione Lazio che ha rilasciato il nulla osta, in un deposito di rifiuti combustibili, misti, urbani e compost. 

Nei TMB autorizzato il "deposto temporaneo" di rifiuti

Un'autorizzazione richiesta da Ama nell'ottobre del 2017 e rilasciata dalla Regione il mese successivo. Obiettivo: arginare le difficoltà nella gestione dei flussi in uscita dei rifiuti prodotti nei TMB che la Municipalizzata, all'epoca, riconduceva all'interruzione dei conferimenti presso gli impianti di San Vittore e Aprilia. 

Così, preso atto delle difficoltà gestionali rappresentate da Ama, la Regione ha rilasciato il nulla osta concedendo il "deposito temporaneo" dei rifiuti nei TMB di Roma "fino a cessate esigenze", ossia sino al regolare deflusso dei rifiuti prodotti dai TMB verso impianti terzi debitamente autorizzati. 

Un vero e proprio scacco ai residenti delle aree vessate dalla presenza dei TMB con il Salario a sorgere accanto ad abitazioni, uffici e scuole: una vera e propria "discarica", ora è scritto nero su bianco, nel cuore del centro abitato.

Così il documento della Regione Lazio agita i Comitati e alimenta i malumori di un quadrante che dal 2011 tra assemblee, cortei, esposti, petizioni e richieste si batte contro i miasmi prodotti dal TMB. 

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Il TMB Salario: una "discarica" nel cuore della città

"Questo è veramente troppo.  Dopo 7 anni di lotte contro l'impianto Ama Salario, dopo tutti gli errori commessi in passato non è accettabile in alcun modo che all'interno dell'impianto vengano autorizzate nuove aree di stoccaggio. Voglio sapere perchè le nostre vite non hanno valore" - commenta Maria Teresa Maccarrone, residente di Villa Spada e 'pasionaria' della protesta. 

"Il documento - aggiunge Stefano Ricci del Comitato di Quartiere Serpentara - autorizza il TMB Salario a stoccare rifiuti in aree non autorizzate in precedenza. Di fatto l'impianto somiglia sempre più ad una discarica. Nessuno (nessuno!) - incalza - ne ha fatto parola neanche nella recente campagna elettorale". 

Sulle barricate anche il Comitato di Quartiere Fidene, tra gli agitatori delle mobilitazioni contro i miasmi del Salario: "Mentre sul territorio continuano le battaglie politiche sui rifiuti....salta fuori un nulla osta della Regione Lazio rilasciato su richiesta di AMA a novembre 2017, per utilizzare il TMB come 'deposito temporaneo' dei rifiuti prodotti nello stesso.  'Discarica'?" - si chiedono da Piazza dei Vocazionisti sottolineando come il quartiere stia "morendo di puzza". 

I quartieri della Salaria: "Vittime dell'emergenza rifiuti"

Un quadrante da 40mila anime circa, tutte ostaggio del fetore continuo, che attende risposte e certezze: che aspetta di sapere quando verranno progressivamente ridotti i rifiuti conferiti e trattati al 981 della Salaria fino a chiusura totale dell'impianto.

"Questo territorio, noi e la nostra salute, siamo vittime sacrificali di questa vergogna chiamata emergenza rifiuti" - chiosa Ricci. 

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