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TMB Salario, Diaco sminuisce la manifestazione. L'ira dei cittadini: "Vergogna, ci manca di rispetto"

Il consigliere grillino: "Davanti al Salario qualche centinaio di persone e tanti partiti". I commenti: "Non avete avuto coraggio di ascoltare"

Prima lo sforzo di Ama e Campidoglio che, presentando il progetto di monitoraggio sui miasmi nelle aree dei TMB, pensavano di smontare la protesta annunciata da Comitati e residenti davanti al Salario; poi, a mobilitazione finita, con oltre mille persone a protestare contro la "puzza" infernale del sito di Ama e chiederne la chiusura, è arrivato il commento del presidente della Commissione Ambiente capitolina, Daniele Diaco, a tentare di sminuire il sit-in. 

In mille davanti al TMB Salario

Per chi ha buona memoria il più partecipato di sempre: da quando nel 2011, ostaggio del fetore continuo, gli abitanti di quel quadrante del Municipio III hanno iniziato a mobilitarsi per chiedere alle istituzioni - dal Comune alla Regione, fino a quelle dell'Unione Europea - di farsi carico della problematica dismettendo quell'impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti posto proprio nel bel mezzo di case e uffici. 

Una protesta che negli anni ha investito giunte comunali e municipali di diverso colore scontrandosi con annunci, false speranze e promesse non mantenute. L'ultima quella della Giunta Marino che aveva previsto la chiusura del TMB Salario entro la fine del 2015. Nulla di fatto.

TMB Salario, la protesta dei mille contro i miasmi: "Ci avete rotto i polmoni!"

La chiusura del Salario "entro il 2019"

Così la dead line per la chiusura del sito di Ama al 981 della Salaria si è spostata di qualche anno: "Entro il 2019" - la promessa della Giunta Raggi pronta a convertire quell'area industriale in altro impianto meno impattante rispetto ad un obsoleto TMB. 

Chiusura immediata "causa emergenza ambientale e sanitaria", quanto invece chiesto dal territorio in protesta perenne. Incessante e trasversale, da sempre apartitica. 

Nell'ultima dimostrazione così veemente e nutrita da stizzire i grillini in Campidoglio, preoccupati forse dell'offuscamento di una delle cinque stelle: quella dell'ambiente. 

Così, con l'assessora Montanari prima impegnata a negare i miasmi e adesso presa dal progetto dei monitoraggi per capire le fonti delle emissioni odorigene, è il consigliere Diaco a porre in essere un goffo tentativo di smorzare la protesta. 

Marcatamente politica e comunque poco partecipata: sembra voler dire nel post su Facebook dedicato al sit in davanti al Salario. Nell'immagine scelta un primo piano dell'ex ministro del Pd, Marianna Madia, presente al sit-in. 

Il consigliere grillino: "Si sono mobilitati partiti colpevoli"

"Anche se fosse uno solo, i cittadini vanno sempre ascoltati. Ma il solito balletto delle cifre sulla manifestazione di ieri al TMB Salario offende anche chi legittimamente protesta. Tv e giornali hanno parlato di mille o addirittura tremila persone. Sicuramente ce n'era qualche centinaio. Ma non è questo il punto. Non c'erano bandiere di partito ma i partiti si sono mobilitati. Sicuramente si è mobilitato il PD, c'era anche l'ex ministro Marianna Madia. Il PD che, come Giano bifronte, con una faccia chiede che Roma realizzi gli impianti e con l'altra faccia chiede che Roma chiuda gli impianti. Altri hanno dato la loro convinta adesione, da Fratelli d'Italia a LEU. Onestamente, da un fronte così ampio di partiti che andava da destra a sinistra ci saremmo aspettati qualche persona in più" - ha scritto Diaco, dimenticando forse l'adesione ufficiale anche del M5s del Municipio III che, tornato all'opposizione, ha scelto di riscendere in piazza

"Fanno sorridere quei partiti che non hanno più alcuna capacità di mobilitazione e che si aggrappano a qualsiasi cosa per dimostrare la loro esistenza in vita. I cittadini lo sanno che quei partiti il TMB Salario lo hanno progettato, voluto, autorizzato, usato e ora si strappano le vesti affinché sia chiuso. Magari oggi stesso. Per questo non gli danno più credito. Ieri c'erano sicuramente i cittadini del quartiere ai quali stiamo dando una risposta seria che si attendeva da anni. È con loro che vogliamo parlare" - ha proseguito il consigliere grillino nel suo post ribadendo la volontà della Giunta Raggi di chiudere il Salario entro il 2019. 

La puzza? All'opposizione sì, al governo no. Il Tmb Salario e i grillini a nasi alterni

Obiettivo: differenziata al 70%, "l'unico modo serio per ridurre i rifiuti indifferenziati che vengono trattati nei TMB e superare questo tipo di impianti vecchi e senza futuro".

"Nel frattempo - ha ricordato Diaco - è stato individuato un sistema scientifico di monitoraggio degli odori che finalmente ci darà dati certificati. Un sistema mai adottato prima a Roma e che è pronto a partire. Andiamo avanti con serietà e responsabilità, ascoltando i cittadini e lavorando alle soluzioni". 

L'ira dei manifestanti: "Vergogna!"

Ma sono proprio i cittadini, con una valanga di commenti sotto al post, a rispondere al presidente della Commissione Ambiente. 

"Questa è mancanza di rispetto verso una parte di cittadini romani che vivono in un'emergenza sanitaria. Vergogna" - scrive Sebastiano.

"Mi dispiace leggere questo perché la Montanari non è mai venuta a parlare con i cittadini che subiscono questo disagio sanitario. Destra, sinistra,centro, partito della pagnotta...a noi cittadini non interessa... interessa uscire da questo incubo... dallo stare male, vogliamo poter stendere i panni, aprire le finestre, invitare a cena gli amici come fanno tutti. Aiutateci concretamente a riacquistare la nostra libertà. Perché hanno spruzzato profumi prima della manifestazione? Perché la montanari dice che non c'è puzza? Perché non ha mai invitato i comitati a parlare con lei?" - domanda Silvia di Settebagni.

"Toh il piccolo Diaco, quello che non ha il coraggio di venire tra la gente e si nasconde dietro un post per insultare tutti i cittadini che ieri numerosi hanno partecipato alla manifestazione. Beh Diaco i 5stelle del terzo municipio hanno aderito alla manifestazione non sai neanche questo. Il monitoraggio scientifico non vi serviva in campagna elettorale per parlare di chiusura dell'impianto, vi serve adesso così scavallate il 2019. Ma non vi vergognate neanche un po'?" - il commento di Maria Teresa di Villa Spada. 

"Ma sai di cosa parli almeno? Ma vergognati" - l'attacco di Paolo Caviglioli, ex consigliere grillino uscito dal Movimento. 

"Differenziata in affanno davanti al TMB"

"E' talmente seria ed organizzata la raccolta differenziata, che a Villa Spada, dove vige il porta a porta da parecchi anni, la raccolta non viene effettuate per intere settimane. Concordo che altri hanno deciso quella localizzazione, ma mi sembra che questa amministrazione lo sfrutti a più non posso: se ci hanno messo due anni per capire da dove viene la puzza, e ancora non ne sono convinti, o sono in malafede o non hanno la benché minima idea di come risolvere il problema" - scrive Roberto. 

Altri rispondono postando le foto delle strade di Roma colme di rifiuti: scenari di una raccolta differenziata non proprio promettente.  

Tensione tra Salaria e Campidoglio

Così i rapporti tra il quadrante Salaria e il Campidoglio si fanno più tesi. Chiusura del TMB e certezza sul futuro di quello stabilimento quanto chiedono gli abitanti di Fidene, Villa Spada e quartieri limitrofi da anni asfissiati dai miasmi. 

E se "spegnere i TMB dall'oggi al domani è un po' difficile" - come detto a Radio Radio dalla Sindaca Virginia Raggi, anche sedare la protesta al Campidoglio non sembra riuscire tanto bene. 
 

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