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Il TMB Salario sarà "centro di riuso": la scelta tra plastica, ingombranti e terra

Mentre i Comitati sono a lavoro per elaborare proposta di "riconversione sostenibile" Muraro esplicita le opzioni a disposizione. Intanto a novembre rifiuti in Germania e impianto svuotato

Mentre i residenti e i Comitati di Villa Spada, Fidene e quartieri limitrofi sono intenti a studiare tutto il materiale e le informazioni a loro disposizione per presentare a Campidoglio e Ama la proposta di "riconversione sostenibile" del TMB Salario, come chiesto loro in audizione dall'Assessore Muraro e dal presidente della commissione ambiente capitolina Diaco, Roma Capitale sembra avere già ben in mente il destino di quell'impianto: un sito della municipalizzata che dal 2011 ha vessato quel quadrante con miasmi e fetore continui tanto da indurre il territorio ad intraprendere una dura battaglia per la sua chiusura. 

Una dismissione definitiva "impossibile" con l'impianto al 981 della Salaria destinato a divenire un "centro di riuso". "Selezione della plastica, smontaggio degli ingombranti e recupero dei materassi o il trattamento della terra di spazzamento" - le ipotesi di riconversione, riportate dall'agenzia Dire, esplicitate da Muraro in Commissione Ambiente. 

"La vendita del granulato ricavato dalla plastica, anche da semplici bottiglie, può portare guadagno per gli stessi cittadini" - ha detto l'Assessore della Giunta Raggi invitando la cittadinanza ad attuare un cambio culturale: "I cittadini devono capire che l'impianto è loro, è pubblico. C'è sicuramente un problema di fiducia nelle istituzioni: alcuni dicono no a prescindere, alcuni invece hanno capito che può essere una risorsa, visto che - ha tenuto a sottolineare Muraro - i prodotti saranno a favore del Municipio che sopporta il problema".

Ma i Comitati, ricevuti di recente al Dipartimento di Porta Metronia, hanno già detto 'No' al trattamento di plastica e multimateriale: "Li dentro basta rifiuti" - il pensiero comune con i cittadini, forse consci che li difficilmente potranno sorgere parcheggi e uffici, intenti a cercare un'ipotesi che per quel quadrante rappresenti "il male minore". Non di certo però quei trattamenti che lì, alla sola idea scatenano timori e paure mai sopiti.

A breve, visto che la proposta a Roma Capitale e Ama dovrà arrivare entro la fine di settembre, tra Fidene e Villa Spada è in programma una grande assemblea pubblica che dovrà vagliare e scegliere quale disegno di riconversione presentare. 

Intanto, con i miasmi che non si placano, arrivano le prime notizie su quelle 500 tonnellate di rifiuti al giorno della trasferenza: "Da novembre (quando entrerà in gioco Enki per portare i rifiuti altrove ndr.) le manderemo in Germania, e l'impianto sarà così svuotato" - ha assicurato Muraro che probabilmente nelle prossime settimane dovrà vedersela ancora con i Comitati per nulla soddisfatti di decisioni che, nonostante il loro "coinvolgimento", sembrano già essere state prese
 

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