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Rabbia ed esasperazione, il TMB Salario fa paura: "E' un mostro tra le nostre case"

Tre anni fa il rogo all'impianto Ama, blitz dei residenti al confronto tra candidati presidente: "Stop alla puzza"

Il via vai di compattatori verso l'impianto, i miasmi che con le temperature estive si fanno sempre più insistenti: crescono disagi e malumori a Fidene, Villa Spada e dintorni dal 2011 alle prese con gli odori infernali sprigionati dal TMB Salario

Un impianto calato tra case, uffici e scuole: così da sette anni quell'angolo del Municipio III vive un incubo. Quello del fetore perenne: tanto forte da costringere i 40mila abitanti a vivere una vita da reclusi in casa tra finestre serrate e nasi turati. Impraticabili balconi e terrazzi, vomitevoli le passeggiate per il quartiere: lungo la Salaria anche stendere il bucato fuori è diventato un sogno. L'aria è irrespirabile e presumibilmente lo resterà ancora per molto. 

Ad allarmare i residenti quei dati del Bilancio Ama 2017, resi noti da Il Messaggero, in cui si legge come in quell'anno i rifiuti indifferenziati trattati dal TMB siano aumentati del 32%. Altro che chiusura all'orizzonte. 

Altro che chiusura, il TMB Salario è una discarica: l'impianto al collasso soffoca il territorio

TMB Salario, blitz dei residenti: "Stop alla puzza"

Così gli abitanti di Villa Spada, insieme ad altri di Serpentara, ieri si sono presentati al confronto tra candidati presidente organizzato dal mensile La Voce: un blitz pacifico durante il quale i manifestanti hanno esposto lo storico striscione "No TMB Ama, No puzza". 

"Abbiamo appreso dai giornali che nel 2017 i rifiuti lavorati nell’impianto AMA Salario sono aumentati del 32% anziché diminuire. Ci sentiamo presi in giro e umiliati da una gestione vergognosa di AMA, del Comune e del Municipio. Abbiamo dunque pensato fosse necessario dare un segnale forte e chiaro: chiunque vincerà le elezioni dovrà assumersi la responsabilità di chiudere l’impianto e riconvertirlo in una struttura che non tratti più rifiuti. Non possiamo più vivere in queste condizioni. I miasmi sono pestilenziali e  sono cosi' forti che ci fanno bruciare gli occhi e la mucosa delle narici, ci fanno venire mal di testa, tosse e ci fanno vomitare. E’ diventato un problema di salute pubblica. In questi giorni fa molto caldo e noi siamo costretti a tenere le finestre chiuse anche di sera e di notte. Si può impazzire in queste condizioni. Meritiamo rispetto e giustizia" - ha detto a RomaToday Maria Teresa Maccarrone, residente di Villa Spada e 'pasionaria' della protesta contro il TMB Salario, ieri tra i manifestanti del blitz. 

Gli impegni dei candidati presidente

Amarezza, sconforto e rabbia: quel che regna tra Fidene e Villa Spada appresi i dati relativi all'impianto e le proposte dei tre principali candidati alla presidenza del Roma Montesacro. 

Punta all'incremento della differenziata il M5s con la ex minisindaca Capoccioni; stop subito ai miasmi e riconversione della struttura l'impegno di Caudo per il centrosinistra; idea delocalizzazione quella avanzata da Bova, candidato del centrodestra. Nessuna data certa, sulla chiusura solo ipotesi e speranze: troppe le incognite variabili. 

La rabbia di Villa Spada

"In questi anni non abbiamo visto nè la volontà, nè l'intelligenza, nè la tenacia nel voler risolvere il problema. Quelli che ascoltiamo sono solo i soliti proclami elettorali perchè una prospettiva positiva per il territorio sembra non esserci proprio. E per questo accusiamo Comune e Regione. Siamo stanchi di vivere in questo inferno e forse avrebbero dovuto darci retta già nel 2011 quando dicevamo che sarebbe stato necessario individuare un'area idonea e le risorse utili per spostare l'impianto altrove: un TMB del quale, come emerge pure dai dati, la città sembra non poter fare a meno. D'altronde - sostiene Daniele Poggiani del Comitato di Villa Spada - raggiungere il 70% di differenziata entro il 2019 è utopia in una città dove la raccolta non funziona e dove si fa fatica anche a smaltire il differenziato. Dopo sette anni di battaglie siamo esausti". 

Sfiniti ma non arrendevoli. Domani ricorrono tre anni dall'incendio al TMB Salario: era infatti il 3 giugno del 2015 quando le fiamme avvolsero l'impianto Ama e una densa colonna di fumo nero invase Fidene e Villa Spada. Per domare il rogo servirono sette squadre dei vigili del fuoco. L'impianto da quelle parti fa ancora paura.

I residenti: "Un mostro vicino alle nostre case"

"Siamo vicini ad un mostro, la prima cassa è a soli 50 metri e l’asilo nido a 150 metri, ogni giorno della nostra vita rischiamo che accada un disastro ambientale. Le nostre case hanno perso valore e non possiamo scappare. Il prossimo presidente del municipio - incalza Maria Teresa - dovrà rappresentarci e stare al nostro fianco, in questi ultimi due anni ci siamo sentiti abbandonati. Deve pretendere che il Comune dia l’indirizzo ad AMA di riconvertire l’impianto in modo tale che in quella struttura non vengano  più trattati rifiuti". 

La proposta del territorio

Nel settembre del 2016, ai tempi dell'ex assessora Muraro, la proposta del territorio: al posto del TMB Salario uffici e isola ecologica "minima". Chissà quando però. Intanto l'impianto è diventato una vera e propria discarica. 

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