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TMB Ama Salaria, nessuna speranza di chiusura: "Assedieremo la Raggi"

Nell'immediato nessuna prospettiva di dismissione per l'impianto calcolato e indispensabile nel fabbisogno dello smaltimento dei rifiuti. Prevista centralina Arpa per rilevamenti e l'ennesimo tavolo partecipativo. Intanto i miasmi continuano a "soffocare" Villa Spada e Fidene

Roma non può rinunciare al TMB Ama di via Salaria che, forte anche della proroga dell'Autorizzazione Integrata Ambientale fino al 2021, rimarrà in funzione chissà ancora per quanto rendendo l'aria di quel quadrante irrespirabile e costringendo i residenti a  vivere una vita da "ostaggi" dei miasmi. 

Questo quanto emerso ieri dalla Commissione Ambiente della Regione Lazio nella quale c'è stata l'audizione dell'Assessore Mauro Buschini e dei comitati cittadini che da anni si battono per la delocalizzazione o chiusura dell'impianto che sorge a poche centinaia di metri da case, scuole e uffici. 

Il riesame dell'AIA, a meno di clamorosi aspetti ambientali invalidanti, darà presumibilmente esito positivo costringendo quel quadrante cittadino, da cinque anni sulle barricate, a rinnovare la propria battaglia per una vita di qualità e dignitosa. 

Nell'immediato infatti è impossibile prevedere la chiusura dell'impianto, una prospettiva che probabilmente non è mai stata reale nemmeno ai tempi della promessa (dell'amministrazione Marino e dell'Ama, ndr) sulla dismissione del sito entro il 31 dicembre 2015: "La promessa non si è mantenuta nè si poteva mantenere perchè in realtà nel mentre lavoravano alla proroga degli impianti del sistema dei rifiuti del Lazio" - ha spiegato il consigliere regionale di Cuoritaliani, Luca Malcotti, ai comitati in protesta alla Pisana sottolineando pure come il percorso di chiusura ipotizzato attraverso il trasferimento dei rifiuti all'estero non sia praticabile "perchè - ha aggiunto - quella è una soluzione consentita dall'Europa solo in caso di emergenza e che quindi non può essere strutturale". 

Dunque il TMB Ama di via Salaria, calcolato nel fabbisogno degli impianti necessari nel piano rifiuti della Regione Lazio, rimarrà aperto con l'unico sollievo per i quartieri limitrofi che potrebbe essere dato, oltre che da nuovi interventi di ammodernamento, dalla diminuzione dei rifiuti trattati o in sosta nell'area dell'impianto. Di certo nè oggi, nè domani con strade e marciapiedi della Capitale soffocate dall'immondizia. 

Magra consolazione per i Comitati sarà quella di poter partecipare, oltre al tavolo tecnico promesso con tutti gli enti e le istituzioni coinvolte nella questione TMB Salario,  al “riesame” in corso nel merito del funzionamento dell’impianto con i cittadini decisi a coinvolgere pure l'Istituto Superiore di Sanità per evidenziare i disturbi fisici - dalle emicranie, agli arrossamenti al continuo senso di nausea - indotti molto probabilmente dai miasmi provenienti dal sito al 981 della consolare romana. 

"Auspichiamo che in quel tavolo venga svolto un ruolo completo e competente da parte della Asl Roma 1: troppi sono i disagi che denunciano i residenti anche in termini di salute" - ha detto la consigliera Marta Bonafoni di SeL sottolineando pure come sarà fondamentale l'apporto dei rilevamenti della centralina Arpa che verrà posta nei pressi del TMB, "ci auguriamo - ha aggiunto - nel corso di un periodo sufficientemente lungo e non nel mezzo delle ferie dei romani". 

"Se da una parte purtroppo stasera abbiamo dovuto confrontarci con dei burocrati che non fanno altro che ricevere e analizzare dati per dare autorizzazioni, dall'altra parte possiamo dire che c'è la prospettiva che - nel caso in cui il Comune si faccia carico e portatore del disagio e del problema di questo quadrante di Roma Nord - possa esserci una forte diminuzione del conferimento di rifiuti nell'impianto con la possibilità di uno spostamento del TMB che potrebbe diventare realistica. Oggi però - ha detto a margine della Commissione Daniele Poggiani del Comitato di Villa Spada - non abbiamo buone notizie: con i dati tecnici in possesso della Regione non ci sono provvedimenti di chiusura per urgenza o emergenza". 

Per Villa Spada, Fidene e dintorni dunque le speranze di una chiusura nell'immediato del TMB si riducono ai minimi termini. Ora la palla passerà a Roma Capitale con la Regione Lazio a dirsi pronta a fare tutto quello che è nelle proprie competenze per trovare una nuova dislocazione che liberi quel quadrante di Roma dal TMB e dai suoi miasmi: il Comune dovrà invece individuare un'area nella quale eventualmente spostare l'impianto

Un iter che richiederà anni, impegno e unione d'intenti tra tutte le istituzioni coinvolte con Villa Spada e dintorni alle prese con quella che sembra essere una tela di Penelope con bugie e false promesse a pesare sulla pelle dei cittadini.

"Assedieremo il Campidoglio" - assicurano combattivi i residenti che proprio non ci stanno a soccombere a quell'odore infernale che pure ieri sera, dopo ore di protesta alla Pisana, li ha accolti a rientro nelle loro case. 
 

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