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Braccio di ferro sul TMB Salario: Comitati dovranno proporre "riconversione sostenibile"

Dopo l'incontro con l'Assessora Muraro cittadini chiamati ad elaborare la loro proposta sul futuro dell'impianto, il Campidoglio chiederà modifica autorizzazione alla Regione. Nessuna data però su dismissione lavorazioni indifferenziato e trasferenza

Dopo i cortei, le assemblee pubbliche, l'attraversamento selvaggio su via Salaria e la fragorosa protesta al Consiglio Regionale del Lazio per chiedere la dismissione del TMB Salario e porre fine a oltre cinque anni di miasmi, i Comitati di Quartiere del Municipio III sono stati ricevuti dall'Assessora Muraro al Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale

Un confronto duro e serrato con i cittadini a ribadire davanti ad alcuni consiglieri dell'Assemblea Capitolina, al presidente della Commissione Ambiente Diaco e pure alla minisindaca Capoccioni e al suo delegato all'Ambiente D'Orazio, di non accettare alcuna riconversione dell'impianto che preveda il trattamento dei rifiuti: "Non ne possiamo più" - hanno detto gli abitanti del quadrante Villa Spada-Fidene. "La nostra unica richiesta è la chiusura del TMB". 

No al trattamento del multimateriale, no categorico anche a quello della plastica: un muro insormontabile quello dei Comitati volenterosi di liberare il loro territorio da un vero e proprio "mostro". E saranno proprio i cittadini a giocare un ruolo importante per il futuro: l'Assessora Muraro ha infatti chiesto ai Comitati di elaborare "una proposta per una riconversione sostenibile". Dal canto suo Roma Capitale si è impegnata, entro dicembre, a presentare alla Regione Lazio la richiesta di modifica dell'autorizzazione per l'impianto. 

"Vogliamo che l'impianto costituisca una risorsa per i residenti e che non sia più un problema. Lavoriamo a pieno ritmo per raggiungere l'obiettivo" - ha detto Muraro inaugurando un nuovo percorso di condivisione di scelte progettuali per la gestione del ciclo dei rifiuti. "Obiettivo primario - ha aggiunto - è concretizzare soluzioni che segnino una netta discontinuità rispetto alle amministrazioni precedenti, puntualmente incapaci di dialogare costruttivamente con i cittadini".

Dunque nel quadrante di Villa Spada e Fidene saranno giorni di ricerche, confronti e studio prima della grande assemblea che dovrà decidere, a stretto giro e cioè entro settembre, quale proposta avanzare a Roma Capitale. 

"Posto che quell'impianto è di proprietà di Ama e non può essere definitivamente chiuso dovremmo scegliere il male minore ponderando tutti gli aspetti di ogni singola soluzione per non rischiare di trovarci ancora tra miasmi e fetore" - fanno sapere i Comitati.  

Intanto però nessuna data certa sulla dismissione delle lavorazioni dell'indifferenziato, aperta pure la partita della trasferenza con quelle 500 tonnellate al giorno per sei giorni che ci sono e ci saranno chissà ancora per quanto. 

"Abbiamo ribadito che qui non vogliamo più rifiuti e abbiamo chiesto che ci sottopongano un documento di dettaglio con le loro proposte, noi faremo la nostra: ogni singolo passaggio dovrà essere scritto nero su bianco. Ormai - hanno detto i Comitati in assemblea - non ci fidiamo più di nessuno". 

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