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Piazza Minucciano, ok alla variante: sei palazzine incombono sul Nuovo Salario

Parere favorevole al cambio di destinazione d'uso da commerciale a residenziale. Il fronte del 'No' guarda all'Assemblea Capitolina: "La battaglia è appena iniziata"

Sì al cambio di destinazione d’uso per l’intervento privato n.8 nell’ambito del Progetto di Recupero Urbano “Fidene-Valmelaina”, una variante che potrebbe portare a Piazza Minucciano sei palazzine da sei piani ognuna invece che un centro commerciale da 55mila metri cubi, previsto dal progetto iniziale.


Un parere favorevole voluto da Giunta e larga parte della maggioranza con il Presidente del Municipio III, Paolo Marchionne, a perorare la causa: nell’idea del minisindaco, vista l’impossibilità di azzerare le cubature, meglio delle abitazioni - che sorgerebbero servite anche dalla ferrovia - che un’altra “devastante” Galleria Commerciale.


“Abbiamo deciso di non scommettere sul futuro del territorio operando una scelta, l’unica possibile tra le due opzioni, che per molti è stata anche sofferta” – ha detto Marchionne rispondendo ai molti cittadini che avrebbero voluto un secco ‘No’ alla variante convinti che il costruttore Bonifaci non avrebbe mai posto il primo mattone per un centro commerciale. Un rischio d’impresa troppo alto infatti vista la crisi dilagante e la presenza imponente di Porta di Roma.

A nulla sono però servite la pressione dei Comitati di Quartiere, l’infuocata assemblea pubblica di venerdì proprio a Piazza Minucciano, le argomentazioni delle opposizioni e le perplessità sollevate anche da alcuni dei consiglieri di maggioranza, in particolare Riccardo Corbucci del PD e Fabrizio Cascapera del Centro Democratico, al voto con un ‘No’ insieme alla Dem Marzia Maccaroni.

SEL - A rinforzare invece le fila dei favorevoli, 14 contro i 10 contrari, anche gli esponenti di SeL che hanno sostanzialmente fatto proprie le idee del Presidente: “Una forza di governo deve gestire processi complicati che riguardano il presente senza avere una visione parziale delle cose” – ha detto la consigliera Valeria Milita sostenendo la delibera a favore del cambio di destinazione d’uso e definendo la scelta effettuata “a vantaggio della comunità”.
 

M5s - Di avviso opposto Massimo Moretti del M5s: “Accettare delle nuove palazzine significa caricare ancora di popolazione un quadrante già densamente popolato che quotidianamente vive le problematiche di un’area satura” – ha commentato il portavoce ‘grillino’ accusando il Presidente – che aveva impostato la campagna elettorale contro il cemento e il consumo di suolo – di aver perso la faccia e la credibilità.
 

NCD - Obiezioni di praticità da parte di Giordana Petrella del NCD: “A quei nuovi abitanti bisognerà garantire scuole, trasporti decoro e vivibilità, quella stessa che con le nuove costruzioni si toglierà ai residenti di adesso. Servizi che sono tutt’ora inefficienti, condizioni ad oggi non date”. Di coerenza hanno invece parlato Jessica De Napoli e Cristiano Bonelli: “In continuità con quanto fatto negli ultimi anni diciamo ‘No’ anche perché il commerciale è già autorizzato dal 2006 e se il costruttore lo avrebbe voluto realizzare lo avrebbe già fatto”
 

CENTRO DEMOCRATICO - Veemente l’intervento di Fabrizio Cascapera: “In queste settimane e negli spazi di confronto non abbiamo trovato una persona favorevole. La democrazia quando si stacca dal volere dei cittadini si chiama oligarchia. La realtà – ha sostenuto – non è sulla carta ma nella quotidianità di chi la vive e a quella dovremmo fare riferimento”.

PD - A dare manforte al Presidente il piddino Francesco Coronidi: “Se venisse realizzato un centro commerciale sarebbe la fine del commercio di vicinato” – ha detto. A rivendicare il voto favorevole anche Francesca Leoncini, presidente della Commissione Urbanistica: “Una delibera che ho scelto di appoggiare in pieno dopo lo studio approfondito e la discussione in commissione. Oggi ci mettiamo la faccia esprimendo un parere favorevole che, seppur non vincolante, è importante”.


FRATELLI D’ITALIA - Duro il commento di Francesco Filini, capogruppo di FDI: “Adesso potete chiamare i vertici di partito e avvisarli che avete fatto i compiti a casa aprendo le porte alla speculazione edilizia”.


Visibilmente amareggiato il pubblico arrivato a Piazza Sempione con striscioni, poster e mattoncini di cartone: cittadini, ex consiglieri, gruppi politici e Comitati di Quartiere che hanno voluto seguire fino a tarda serata l’esito della seduta. Nessuno probabilmente – dopo l’assemblea alla Majorana - si aspettava un voto diverso da quello arrivato, una cosa però è certa: per il fronte del ‘No’ la battaglia sulla variante è appena iniziata. Adesso bisognerà lavorare in vista dell’Assemblea capitolina.

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