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Piazza Minucciano: i cittadini bocciano il cemento

I cittadini in consiglio municipale hanno detto no al cambio di destinazione d'uso da commerciale a residenziale della zona. Il Piano di recupero urbano Fidene – Val Melaina resta così invariato. D’Orazio: “In questo modo il costruttore dovrà rivisitare le proprie scelte”

I cittadini di piazza Minucciano, nel IV Municipio, non vogliono che il loro territorio venga distrutto da una nuova colata di cemento. Per questo motivo avrebbero detto no al cambio di destinazione d’uso, da commerciale a residenziale, del Piano di recupero urbano Fidene-Val Melaina.

Convocati lunedì 1 marzo, dal consiglio comunale locale presso l’aula magna della scuola “Ettore Majorana” hanno votato quasi all’unanimità contro la proposta. In particolare su 20 presenti, 18 hanno votato contro e 2 a favore.

Mimmo D’Orazio, presidente del “Comitato Serpentara” spiega: “I cittadini hanno scelto di votare contro il documento presentato dal municipio che impegnava il presidente dello stesso a cambiare la destinazione d'uso del piano di recupero urbano Fidene-Val Melaina perché di fatto questo cambiamento avrebbe reso la realizzazione del progetto più appetibile dal punto di vista economico per la società costruttrice”.

“La scelta dei cittadini di non modificare quanto stabilito dal piano di recupero urbano Fidene_Val Melaina - continua D’Orazio - ha di fatto dichiarato che la zona compresa tra piazza Minucciano e il collinone di via Comanno devono rimanere verdi ed obbliga la società Bonifaci ad una rivisitazione delle proprie scelte edificatorie”.

“Nel territorio infatti - conclude il presidente del comitato – è già presente un’importante realtà commerciale, il complesso Porte di Roma, che non darebbe molto spazio a nuove costruzioni la cui destinazione d’uso é commerciale”.

E’ la terza volta che la popolazione residente e i commercianti di zona partecipano a delle assemblee pubbliche con l’amministrazione al fine di discutere il progetto. Durante i due precedenti incontri erano emersi già emersi dei punti di scontro tra le due parti. Per questo motivo, il testo della mozione votato ieri, oltre a chiedere il cambio di destinazione d’uso, conteneva tre modifiche rispetto al testo originale.

Le modifiche riguardano: la collocazione e l’altezza degli edifici che, recita il testo, al fine di ridurre l’impatto visivo saranno posizionati “lungo il declivio con un altezza massima non superiore ai 10 metri rispetto alla soprastante piazza Minucciano”; l’uso dell’area privata attigua a piazza Minucciano e delimitata da via Fosdinovo che l’imprenditore Bonifaci cederà, in comodato gratuito, al Comune per consentirgli di mettere fine allo stato di abbandono e di degrado che la caratterizza da più di trent’anni; la realizzazione di un centro ricreativo – formativo per gli adolescenti della zona.

I presenti all’incontro hanno però ritenuto che questi accorgimenti presi dall’amministrazione non siano abbastanza. L’unica soluzione possibile per loro é non costruire.

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