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Nuove palazzine a Piazza Minucciano, la delibera non torna in Aula: "Consiglio si è già espresso"

Non ci sarà alcun nuovo dibattito o voto sul cambio di destinazione d'uso da commerciale a residenziale nel parlamentino del Montesacro: "Richiesta è grande fraintendimento"

Sei palazzine da sei piani ciascuna, 270 alloggi e circa 600 residenti in più secondo i calcoli dei Comitati. Questo quanto potrebbe piombare su Piazza Minucciano nel cuore del Nuovo Salario: un'area nella quale erano previsti 55mila metri cubi di commerciale per la quale il costruttore, l'imprenditore ed editore de Il Tempo Bonifaci, ha chiesto il cambio di destinazione d'uso da commerciale a residenziale. 

Una prospettiva che non piace al territorio: 13 i Comitati di Quartiere - dal Serpentara al Colle Salario fino a Talenti, Città Giardino e il Valli - a dire no alla nuova "colata di cemento", convinti che li - a due passi dal Dima Shopping e dalla Galleria Commerciale Porta di Roma - nessuno realizzerà mai nemmeno 55mila metri cubi di negozi. 

Peccato però che - dopo settimane di infuocati e serrati confronti - nel settembre 2014 il parlamentino del Montescro abbia dato parere favorevole al cambio di destinazione d'uso: "Palazzine il male minore" - secondo l'Amministrazione del Municipio III che non ha esitato a definire "devastante" l'eventuale arrivo di un nuovo centro commerciale, l'ennesimo della zona a minare pure il sopravvissuto commercio di vicinato. 

Due settimane fa il colpo di scena con la partita che sembrava riaperta: dal Campidoglio la richiesta "alla luce dei nuovi incarichi" di esprimere un parere, nuovo, sulla delibera. Un giudizio che a detta di molti, con l'Assemblea Capitolina sciolta e i vertici politici inesistenti, sarebbe stato addirittura vincolante. 

Da qui la ripresa della battaglia con i Comitati a fare fronte comune e le opposizioni a ribadire il "No allo scempio" nella speranza che - a distanza di cinque mesi - il parere favorevole del settembre 2014 potesse essere ribaltato. 
Eppure alla luce degli ultimi risvolti la vicenda di Piazza Minucciano non ripasserà per il parlamentino del Montesacro: "Il Consiglio Municipale ha già espresso il parere di competenza" - ha scritto il Direttore del Municipio III in una nota trasmessa al Presidente del Consiglio, al Presidente del Municipio e al Segretariato Generale di Roma Capitale sottolineando come evidentemente la richiesta dell'espressione di un  uovo parere sia da ritenersi un "errore materiale". "L'eventuale iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio della suddetta proposta - è scritto nel documento - potrebbe configurare un danno patrimoniale per l'Ente". 

Da scartare dunque l'ipotesi di un nuovo passaggio della delibera a Piazza Sempione. A darne conferma anche il minisindaco Paolo Marchionne: "Quello sul nuovo parere in merito al cambio di destinazione d'uso a Piazza Minucciano è un enorme misunderstanding. Secondo quanto richiesto avremmo dovuto esprimere il parere 'alla luce dei nuovi incarichi' che di fatto però nel Municipio III non ci sono, tutto è rimasto immutato. Ad ogni modo - ha detto il Presidente a RomaToday - se il Commissario straordinario non vuole portare avanti quella delibera spetterà alla futura Amministrazione di Roma decidere in merito". 

Dunque - ora è certo - niente nuovo parere del Municipio III sul cambio di destinazione d'uso di Piazza Minucciano: sarà la prossima Assemblea Capitolina a decretare l'esito finale e decidere sul futuro, commerciale o residenziale, dell'area del Nuovo Salario. 
 

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