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Piazza Minucciano, il Municipio per la variante: “Azzeramento cubature impossibile, meglio le palazzine”

Il presidente Marchionne commenta la scelta di dare l’ok al cambio di destinazione d’uso: “55mila metri cubi di commerciale sarebbero devastanti per il Nuovo Salario”

Parere favorevole al cambio di destinazione d’uso – da commerciale a residenziale – per l’intervento privato n. 8 del Programma di Recupero Urbano “Fidene Val Melaina”: una variante che porterà a Piazza Minucciano, non più un eventuale centro commerciale da 55mila metri cubi, ma sei palazzine e circa 270 alloggi.


Dalla Giunta di Piazza Sempione arriva dunque l’ok, scelta che dovrà essere discussa e votata dal Consiglio Municipale di martedì e poi trasmessa all’Assemblea Capitolina che avrà l’ultima parola sul da farsi.

“Verificate tutte le ipotesi e soprattutto visto l’impossibile azzeramento delle cubature abbiamo scelto di dare parere favorevole al cambio di destinazione d’uso perché reputiamo che la scelta residenziale avrà un impatto decisamente minore sulla vivibilità del quartiere” – ha spiegato a RomaToday il Presidente del Municipio III, Paolo Marchionne.
 

Il minisindaco ha poi sottolineato come il progetto attualmente in vigore preveda un centro commerciale da 55mila metri cubi “frutto di un piano risalente agli anni ’90, se pur approvato solo nel 2005, e che quindi risulta del tutto sproporzionato rispetto alla sviluppo urbano che ha subito la zona in questi anni”.
 

Dunque per la Giunta di Piazza Sempione meglio le sei palazzine, che rappresentano sostanzialmente un incremento di abitazioni piuttosto sostenibile dalla vicinanza al trasporto su ferro: i palazzi sorgeranno infatti poco sopra la stazione del Nuovo Salario.
“Gli oneri concessori previsti in questo caso – ha comunicato Marchionne – ammontano a circa 17 milioni di euro. Una cifra nettamente superiore rispetto a quella poi spendibile per la comunità nel caso il tutto rimanesse invariato”.


Una scelta che sta già facendo discutere: in tanti infatti avrebbero preferito lasciare la destinazione commerciale, nella speranza che il costruttore – vista la vicinanza della Galleria di Porta di Roma – avrebbe prima o poi rinunciato del tutto all’opera. “Col tempo comunque il momento propizio per edificare le migliaia di cubature commerciali si sarebbe trovato. Non vogliamo correre questo rischio, né ora e né mai” – ha concluso il Presidente Marchionne, confermando la sua presenza all’incontro di oggi pomeriggio.

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