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I residenti contro i mulini a vento: Piazza Minucciano non scamperà al cemento

In ballo 55 mila metri cubi di cemento a Piazza Minucciano e un cambio di destinazione d'uso caldeggiato in Comune: ecco l'articolo 11 della discordia

Un articolo 11 che crea imbarazzo. Imbarazzo addirittura per chi ne scrive, e si ritrova a dover fare i conti con un retroscena scomodo e in un certo qual modo complesso, che sfugge all'occhio distratto e ingenuo della maggior parte dei cittadini. 

QUESTIONE DI FEELING (SUL CEMENTO). Gli ingredienti, quando si parla di cemento, sono sempre gli stessi: interessi confliggenti, logiche di partito, promesse da mantenere. E anche a rimetterci sono sempre gli stessi: i comuni cittadini, che sfogano poi la loro più che legittima rabbia sulle amministrazioni locali. Le amministrazioni locali prendono gli schiaffi per conto dell'amministrazione centrale, mentre quest'ultima è tutta presa a fare nuovi accordi le cui più o meno devastanti conseguenze graveranno sulle amministrazioni successive, alle quali i cittadini imputeranno le responsabilità. E in tutto questo andare e venire di politici, la manus dei costruttori continua a tirare su palazzi indisturbata. Una situazione, questa, più che evidente per qualunque partito che governa in un certo momento, ma che non risparmia affatto i partiti di opposizione. Mettiamoci anche la variabile "crisi generale". E non scordiamoci neppure le elezioni fra un anno. Ne esce fuori una spinosa situazione con cui bisogna fare i conti. 
E questa volta è il PRU Fidene-Val Melaina a creare discordia. Discordia a tal punto, che durante le tre ore di incontro pubblico dello scorso 6 Marzo in aula consiliare a Piazza Sempione  erano presenti solamente 5 consiglieri su 25 di cui si costituisce il Consiglio. De Napoli, Ripanucci, Bonelli, Borgheresi per il Pdl, e Dionisi per il Pd, salvo poi l'arrivo finale di Corbucci. Molti residenti della zona intorno Piazza Minucciano hanno assistito all'incontro, tutti con l'unica speranza di scongiurare l'ennesimo intervento urbanistico.
I 55 mila metri cubi, però, è bene precisarlo, si costruiranno. Ci sono un piano regolatore approvato, e un diritto acquisito da un privato che lo consentono. La Conferenza dei Servizi si è chiusa a Settembre 2011. E c'è anche una mozione "scomoda" del Pd approvata in Consiglio comunale che vuole accelerare i tempi. Facciamo ora un passo indietro e procediamo con ordine. 
 
CRONISTORIA DEGLI ATTI IN COMUNE E IN MUNICIPIO. Dell'intervento urbanistico previsto a Piazza Minucciano si parla ormai da anni, da quando cioè la passata giunta Veltroni ha dato il via libera all'intervento. In tempi non sospetti, il 27 Marzo 2006 l'opposizione dell'epoca con Cristiano Bonelli presentava una mozione con cui si chiedeva agli enti preposti di lasciare a verde l'area in questione ed escludere qualsiasi intervento edilizio. Anche il territorio, interpellato a più riprese, manifestava il proprio dissenso. E in questa fase si inserisce la famosa mozione n.19 del 7 Giugno 2010, approvata poi con 34 voti favorevoli in Consiglio comunale, che ha come primo firmatario il consigliere Pd Mirko Coratti. Nella mozione in questione alcune premesse e considerazioni riportate sono inesatte e totalmente fuorvianti, e si chiede alla fine al Consiglio di "attivarsi per provvedere al cambio di destinazione d'uso da commerciale a residenziale dell'art.11 Piazza Minucciano tenuto conto degli accordi già intercorsi con l'ente locale di prossimità, i residenti e gli operatori". Peccato che di accordi con il Municipio non ce ne siano stati, e che al contrario l'amministrazione locale abbia risposto alla mozione comunale con un'altra mozione e un Ordine del Giorno, entrambi di Novembre 2010, con cui si è contestata la mozione del Pd e lo svolgimento della Conferenza dei Servizi, chiedendo di stralciare il progetto di intervento. La preoccupazione nel quartiere torna nel mese di Agosto 2011: ruspe e operai in un batter d'occhio abbattono molti alberi nella zona. A Dicembre 2011 arriva il lasciapassare al cambio di destinazione d'uso dato dalla Giunta capitolina. E da qualche settimana si è aperto il processo partecipativo sull'intervento. Si arriva così all'incontro pubblico del 6 Marzo 2012
 
COMMERCIALE O RESIDENZIALE, COSA CAMBIA? In aula ci sono 5 consiglieri, presidenti di comitati di quartiere, rappresentanti del Dipartimento convocati per spiegare il progetto, e alcuni residenti. Il processo partecipativo, si intuisce fra le righe, non serve a decidere se far costruire o meno, ma solo a formulare proposte su come impiegare gli oneri che deriveranno dalla costruzione, a seconda che la destinazione sia commerciale o residenziale (nel primo caso questi ultimi sarebbero più bassi). 
E' opinione diffusa fra molti cittadini che battersi per mantenere la destinazione commerciale darebbe al quartiere la speranza che il privato non costruisca affatto, o con cubature ridotte, visto il momento generale di crisi. Ma è possibile fare affidamento su simili previsioni? Il Pd capitolino, intanto, col tacito consenso della maggioranza caldeggia il cambio di destinazione d'uso da commerciale a residenziale. Nel frattempo sarebbero scaduti i termini entro i quali il Municipio avrebbe potuto esprimere un parere, non vincolante ma indicativo, sulla proposta di delibera in Comune. Termine che per Ripanucci del Pdl è comunque prorogabile, mentre per Corbucci del Pd non è stato rispettato, togliendo così qualsiasi valore ad un eventuale futuro parere espresso dal Municipio. 
 
LE OPINIONI DEI CONSIGLIERI MUNICIPALI. Cosa accadrà quindi? I consiglieri di maggioranza presenti ieri in Consiglio hanno esortato i residenti a formulare proposte per cominciare a pensare a come impiegare gli oneri derivanti dalla costruzione. 
"Nel caso di destinazione residenziale ci sarebbero quasi 13 milioni di euro di oneri da utilizzare per il territorio, che verrebbero invece ridotti a circa 6 milioni se si mantenesse la destinazione commerciale", ha spiegato Stefano Ripanucci, presidente della commissione Urbanistica in IV Municipio. "Abbiamo a che fare con un piano regolatore approvato anni fa. Chi lo ha approvato si assuma le responsabilità, ora a noi spetta trovare delle soluzioni per limitare l'impatto ambientale e cercare di formulare proposte di intervento utili e funzionali per il quartiere", ha poi aggiunto il Presidente del IV Municipio, Cristiano Bonelli. Fra le ipotesi in considerazione emerse durante l'incontro pubblico, la proposta di realizzare un cinema oppure un campo sportivo. 
Per il consigliere Pd Riccardo Corbucci, però, che è intervenuto alla fine dell'incontro, "La partecipazione arriva tardiva e qualsiasi atto del Municipio non ha più lo stesso valore". "Non vorrei, ha aggiunto Corbucci, "che come per il caso della metro B1, sulla quale non c'è stata alcuna partecipazione, anche questa volta si arrivi in ritardo, con una maggioranza municipale che non è stata in grado di rappresentare la volontà del territorio".
Il Capogruppo Pd in IV Municipio Paolo Marchionne ha poi dichiarato: "Da alcune settimane è partita una campagna di informazione attraverso la quale abbiamo fatto vedere ai residenti di che intervento si tratta e cosa prevede. E' nostra intenzione cercare di intervenire sul progetto per limitare il più possibile i disagi nel quartiere e apportare modifiche, come ad esempio nel caso della situazione dei parcheggi così come attualmente prevista, per cercare di andare incontro alle richieste del territorio". 
 
Per il momento non c'è quindi accordo fra Municipio e Comune. Nel bel mezzo di questa situazione di confusione ci sono come sempre i cittadini, a cui ogni partito racconta la propria verità. Di certo, per ora, c'è solo che i 55 mila metri cubi a Piazza Minucciano si costruiranno. E per saperne qualcosa in più non resta che aspettare il prossimo incontro partecipativo.

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