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TMB Salario verso alleggerimento, Montanari: "Chiusura entro 2019". Disertano i Comitati

L'assessora in sopralluogo nell'impianto di Ama dove nei giorni scorsi è venuto giù un pannello dal soffitto: "Da oggi 250 tonnellate in meno di quantitativi conferiti, entro 19 maggio normale funzionalità". Solo tre i cittadini intervenuti: "Da M5s nessuna discontinuità, sfiduciati su chiusura"

A due giorni dall'incidente al TMB Salario dove in seguito all'urto con un mezzo pesante si è staccato un pannello dal soffitto, nella struttura di Ama al 981 di via Salaria è arrivata l'assessora all'Ambiente di Roma Capitale, Pinuccia Montanari, che ha voluto verificare le condizioni del sito ed incontrare i sindacati dei lavoratori.

Fuori solo tre rappresentanti dei Comitati di Quartiere che per la maggiore, avvisati dell'incontro via Facebook la sera prima e intorno alle 11.30 dello stesso giorno tramite mail, hanno disertato l'appuntamento: qualcuno in segno di protesta, altri per impegni già assunti. 

Constato e confermato  lo stato di "sicurezza" del TMB, l'obiettivo a breve termine, con i conferimenti agli impianti di Colari E.Giovi portati a regime, è quello di ridurre di 250 tonnellate i quantitativi conferiti al Salario così da far diminuire anche quegli insopportabili miasmi che nelle ultime settimane hanno reso la vita degli abitanti di quel quadrante un vero e proprio inferno. "L’impegno è di lavorare 300 tonnellate al giorno, al momento se ne lavorano circa 500" - ha detto il DG di Ama, Stefano Bina. 

Sul lungo periodo la strategia è sempre la stessa, quella di cui si sente parlare da anni: aumentare la differenziata per giungere progressivamente alla chiusura del TMB Salario per la quale la dead line, annunciata proprio poche settimane fa da Montanari, è il 2019. 

“Ribadisco il nostro impegno: entro il 2019 chiuderemo l'impianto di Trattamento Meccanico Biologico di Salario; anche prima se riusciremo ad ottenere i risultati che ci prospettiamo con il Piano Materiali Post Consumo" - la promessa dell'assessora Montanari. 

"Da anni sentiamo parlare della strategia per la chiusura dell'impianto attraverso l'incremento della differenziata: prima sarebbe dovuta avvenire entro il 2015, poi si è parlato di 2017 ora slitta tutto al 2019. Non ne possiamo più delle parole, siamo sfiduciati" - hanno mormorato i pochi residenti intervenuti al Salario. 

"Oggi ascoltiamo le stesse parole e le stesse promesse delle amministrazioni precedenti ma non c'è una strategia pratica definita e non esistono di fatto risorse necessarie per attuarla. Non vediamo discontinuità" - ha detto Stefano Ricci del Comitato di Quartiere Serpentara. 

"La coerenza sull'approdo al 'rifiuti zero' è da considerarsi una nota positiva. La differenza è che noi stiamo cercando di arrivare a questo con un piano definito e che ha una tempistica assolutamente necessaria e che noi intendiamo rispettare" - ha replicato ai cittadini Montanari ribadendo la data del 2019 come limite massimo per la chiusura del TMB Salario. 

E su questo punto ha detto la sua anche la Presidente del Municipio III, Roberta Capoccioni: "Per noi la chiusura del TMB è una cosa che deve avvenire, senza se e senza ma. La questione non è semplice, c'è un percorso verso la raccolta differenziata da fare con serietà: occorre educare i cittadini alla differenziata, basta entrare nell'impianto per rendersi conto che ad oggi siamo molto lontani. Non è solo un puntiglio ambientalista: chi non differenzia in modo corretto e meticoloso fa vivere chi abita accanto al TMB in una situazione estrema. Cittadini dunque chiamati alla responsabilità "ma - ha detto la minisindaca Capoccioni - la politica faccia quello che ha promesso". 

Il prossimo appuntamento al TMB Salario sarà il 19 maggio data per la quale con la riduzione di 250 tonnellate di rifiuti al dì l'impianto dovrebbe tornare alla normale funzionalità: "Ci auguriamo che la situazione emergenziale che c'è oggi per quel giorno sia superata e risolta: è qualcosa che dobbiamo non solo ai lavoratori, che altrimenti operano in condizioni non ottimali, ma a tutti i cittadini del quadrante che nelle ultime settimane hanno vissuto una situazione infernale e ai quali dobbiamo dare risposte". 

Un incontro che ha trovato il commento moderato con posizioni che però rimangono categoriche da parte della Fp Cgil Roma Lazio: "La nostra denuncia sul Tmb Salaro e sulle condizioni di lavoro degli operatori di Ama ha prodotto i primi risultati. Dopo la prima apertura dell'assessora Pinuccia Montanari, abbiamo fatto un sopralluogo congiunto mettendo finalmente a confronto le nostre posizioni con quelle dell'azienda. Ne è venuta fuori una fotografia che mette a fuoco le vere criticità e il Comune ha finalmente capito quanto possa essere utile il coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali" - ha detto a margine del sopralluogo Natale Di Cola.

I Sindacati, in attesa dell'incontro del 19 maggio, convocheranno un'apposita assemblea con i lavoratori e tutte le sigle per poi relazionare Montanari su carenze e priorità. "Se questo è il metodo, ci sono le condizioni per collaborare. Ma partendo dai fatti e - ha concluso la Fp Cgil Roma Lazio perentoria - senza nascondere nulla delle grandi difficoltà e dei ritardi dell'Ama e della Capitale". 

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