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TMB Salario e l'inerzia a cinque stelle: da "fiore all'occhiello" a disastro annunciato

Negli anni annunci e promesse disattese, poche le soluzioni concrete al disagio dei residenti ostaggio dei miasmi

"Questo impianto sarà il fiore all'occhiello di Roma". Così l'ex assessora all'Ambiente della Giunta Raggi, Paola Muraro, nell'agosto del 2016 commentava il futuro del TMB Salario: l'impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti che con i suoi miasmi, dal 2011, infesta i quartieri limitrofi: da Villa Spada a Serpentara, passando per Fidene e Colle Salario, fino a Piazza Vescovio. Una previsione allora azzardata e oggi mestamente smentita. 

Come da otto lunghissimi anni a questa parte, quell'intero quadrante della città è infatti ancora in lotta contro il fetore continuo e incessante emesso dal TMB, contro i potenziali rischi di quel "mostro" posto nel bel mezzo dell'abitato.  

TMB Salario "una bomba tra le case"

"Quell'impianto è una bomba a orologeria tra le nostre case" - hanno sempre sostenuto residenti e Comitati sottolineando la distanza minima che separa il sito di Ama da abitazioni, scuole e uffici. Le palazzine più vicine e un nido sorgono infatti ad appena 150 metri in linea d'aria. Questa notte, come già accaduto il 2 giugno del 2015, quella "bomba" è esplosa: un incendio ha devastato un capannone di 2mila metri quadri che conteneva immondizia sprigionando una densa colonna di fumo nero e acre sul cielo della Capitale.

"Nessuno ha mai fatto niente per chiudere questo impianto. Solo chiacchiere e promesse" - si sfogano i residenti arrivati in via Salaria per capire qualcosa in più e vedere in prima persona quanto accaduto al TMB. 

Sul TMB Salario anni di annunci e promesse disattese

Già perchè nella storia del Salario c'è una serie infinita di promesse disattese, annunci e delusioni amare. Prima fu la Giunta Marino a promettere la chiusura del sito entro il 2015, obiettivo ambizioso ma fallito con la fine prematura dell'esperienza al governo della città che mai consentirà di sapere se l'impresa sarebbe riuscita o meno. Così lo scottante testimone del TMB Salario è finito nelle mani della Sindaca Virginia Raggi e dei suoi assessori, prima Muraro poi Pinuccia Montanari. 

Centro di selezione del multi materiale o centro di riciclo quanto previsto per lo stabilimento Ama Salario nelle linee programmatiche della Sindaca che, a più riprese, ha promesso la chiusura dell'impianto "entro il 2019". Dead line evidentemente slittata con la prima cittadina, questa mattina in via Salaria 981, a confermare l'impegno della dismissione del sito ma "entro fine mandato": dunque 2021. 

Ama incolpa Acea: sul Salario si torna indietro di sette anni

Nel mezzo però il nulla. Da una parte Ama che ricerca ancora le fonti dei miasmi puntando il dito contro il depuratore di Acea e invocando un lungo monitoraggio con centraline e nasi elettronici. Come se quelli dei residenti, vessati da otto anni di 'puzza', non bastassero. 

TMB Salario, sui miasmi si torna indietro di 7 anni: Ama punta il dito verso depuratore Acea

Dall'altra le timide richieste del Comune alla Municipalizzata invitata a pulizie accurate, controlli, check chimico fisici e olfattometrici. 

Di recente l'avvio dei lavori per la realizzazione di porte a chiusura stagna, in grado dunque di fermare la fuoriuscita dei cattivi odori verso l'esterno dello stabilimento.

Soluzioni tampone di "Alemanniana" memoria con il Sindaco di centrodestra a spendere durante il suo mandato circa 1 milione e mezzo di euro senza ottenere alcun sensibile miglioramento. 

Il M5s "punito" dal territorio

Di concreto dunque ben poco tanto che il territorio, al voto anticipato dopo la sfiducia alla ex minisindaca Roberta Capoccioni, ha punito i grillini relegandoli all'opposizione senza nemmeno passare dal ballottaggio. 

A pesare sulla batosta elettorale anche il tema del TMB Salario con i pentastellati di Montesacro combattivi ai tempi di due soli consiglieri in quel di Piazza Sempione, più che eclissati al governo. Una Giunta silente e inerme, oltre ad un Osservatorio flop, l'invisibile impronta lasciata. 

La puzza? All'opposizione sì, al governo no. Il Tmb Salario e i grillini a nasi alterni

La Sindaca Raggi: "Anticiperemo riconversione"

Questa notte il rogo che ha distrutto parte del TMB Salario rendendolo inutilizzabile. Un'emergenza che la Giunta Raggi, incalzata dal governo territoriale del minisindaco Giovanni Caudo che del TMB Salario ne ha fatto priorità e cavallo di battaglia, dovrà trasformare in opportunità. "Quanto accaduto anticiperà i piani di riconversione sull'area" - ha annunciato la Sindaca che al 981 della Salaria sta valutando la realizzazione di un centro di riciclo creativo, dove gli artigiani potranno lavorare nei laboratori per ridare nuova vita a vecchi oggetti. Intanto sul sito del Salario, ascoltati annunci e promesse, i residenti sono perentori: "Mai più trattamento dei rifiuti a due passi dalle nostre case". 
 

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