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A Fidene tante iscrizioni e poche classi: 72 ore per salvare la scuola "di frontiera" e dell'accoglienza

La battaglia per ottenere una quarta classe di prima media combattuta da scuola, Municipio, famiglie e Comitato di Quartiere: "Così si priva scuola della sua missione educativa"

Tante richieste di iscrizione, almeno una classe in meno per poterle accogliere tutte: così Fidene reclama la sua quarta classe prima media presso il Fidenae, l'Istituto Comprensivo di riferimento per tutta quella parte di periferia del Municipio III. 

IC Fidenae: tante domande di iscrizione, poche classi

Nella segreteria della scuola di via Russolillo sono infatti arrivate ben 72 domande, di cui 5 di alunni con grave disabilità: troppe per quelle tre sole prime medie concesse dall'Ufficio Scolastico Regionale. 

Da li la grande mobilitazione dell'Istituto, del Municipio, delle famiglie e dell'intero quartiere volenterosi di ottenere l'attivazione di una quarta classe. Ne va della didattica, della vivibilità delle aule e della vocazione dell'istituto ad accogliere e integrare numerosi ragazzi stranieri (37%) o provenienti da situazioni complesse o di fragilità familiare.

Gli alunni a rischio "classe pollaio"

Ma a Fidene il tempo stringe, la prima campanella suonerà giovedì 13 settembre e più di qualche alunno rischia di rimanere fuori dalle aule di via Russolillo o di ritrovarsi in una vera e propria "classe pollaio", affollata nel numero e con alcuni degli alunni a necessitare di attenzioni specifiche. 
Che dire poi della problematica strutturale con la volumetria delle aule del Fidenae a poter accogliere un massimo di 22 persone, dunque docenti compresi. 

La scuola: "Da noi vocazione all'accoglienza"

"Ci stiamo chiaramente muovendo in via gerarchica con gli uffici competenti: abbiamo più volte scritto e chiamato inviando loro la richiesta per il ripristino della quarta classe di prima media nel nostro Istituto Comprensivo. Ad oggi però non abbiamo ottenuto risposte" - ha detto a RomaToday il vicepreside del Fidenae, Paolo Minasi, sottolineando come quella scuola sia il punto di riferimento per l'intero quartiere. 

"Siamo una scuola volta all'integrazione e all'accoglienza e intorno al nostro istituto abbiamo sempre cercato di creare comunità: per questo per noi, con il tempo che stringe, dover dire di no alle famiglie del nostro territorio rappresenta una forte preoccupazione. Questa - sottolinea Minasi - è pur sempre la scuola dell'obbligo". 

La richiesta: attivare la quarta classe di prima media

A fargli eco, in una lettera inviata all'Ufficio Scolastico Regionale, anche la Dirigente Scolastica, Antonella Dato: "La vision dell'istituto è quella di una scuola per tutti, dell'accoglienza e dell'integrazione per cui è ormai prassi consolidata che il numero degli iscritti durante il corso dell'anno tenda ad aumentare arricchendosi di minori non accompagnati, alunni disabili con problematiche anche importanti che spesso faticano a trovare un'istituzione scolastica così ben disposta a prendersene carico". Da qui la richiesta della quarta classe con la preside a sottolineare anche l'attenzione che la scuola è chamata a dare al diffuso disagio socio-culturale. 

L'IC Fidenae: scuola di frontiera

Un istituto comprensivo "di frontiera" e "generoso" - così lo definisce l'assessora alla Scuola del Municipio III, Claudia Pratelli, evidenziando l'importanza di dotarlo di una quarta prima media: "Privare il territorio di una classe significa compromettere la possibilità della scuola di dare corpo alla sua missione educativa e, così facendo, impoverire l'istituto e il territorio tutto". 

Una battaglia combattuta anche dal Consiglio d'Istituto del Fidenae e dal Comitato di Quartiere che proprio non ci stanno a vedere i loro ragazzi in classi sovraffollate e con la didattica messa a repentaglio: "Non è possibile immaginare classi numerose nelle quali l'individualità di ognuno, soprattutto se problematica, non potrà trovare il giusto spazio per esprimersi, crescere e maturare non solo didatticamente" - hanno scritto in una lettera i genitori. 

Una partita, quella di Fidene, da vincere in appena 72 ore. "Tre classi non sono sufficienti ad accogliere in modo consono tutti gli alunni. Mettiamo anche in condizione i docenti di svolgere il loro compito in modo adeguato per la crescita culturale e personale dei nostri ragazzi" - scrivono le famiglie. 

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