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Delocalizzazione Ama Salaria, anche Casapound lancia petizione

Una raccolta firme affinchè l'impianto di TMB venga spostato, al Sindaco Cpi chiede di istituire tavolo di confronto fra Comune, Ama e Comitato

La vicenda dell’impianto Ama di via Salaria 981 è inevitabilmente al centro delle attenzioni delle forze politiche che si presenteranno nel neo Municipio III alle elezioni amministrative in programma a maggio.


La questione è scottante e delicata ma gli atti votati dal Consiglio di Piazza Sempione, le numerose mobilitazioni dei residenti accompagnati da amministratori locali e lavoratori ed anche l’interesse dell’Unione Europea, appaiono passaggi tanto importanti quanto vani dopo la recente esternazione del Sindaco Alemanno “per la delocalizzazione ora come ora con ci sono i fondi”ha detto il Primo Cittadino proprio a RomaToday.


Parole pesanti, duramente criticate dal Comitato di Villa Spada che da sempre lotta afinchè in quel quartiere si possa vivere in maniera dignitosa semplicemente potendo lasciare aperte le finestre delle abitazioni e potendo permettere ai bambini delle scuole di poter giocare all’aperto proprio come accade ovunque.


E così mentre i residenti chiedono passi concreti in attesa che venga messo in atto il documento votato dal Consiglio Municipale lo scorso 6 dicembre, alla nota e alla petizione preparate dal Presidente Bonelli – alle quali saranno allegate solamente le firme dei lavoratori affinchè non appaia una manovra da campagna elettorale -, si aggiunge anche una raccolta firme promossa da Casapound.


Nonostante il programma del candidato presidente di Cpi, Alberto Palladino, non sia ancora stato reso pubblico un punto – quello sulla delocalizzazione dell’impianto Ama – sembra chiaro anche per i militanti di via Napoleone III.


La petizione popolare lanciata dalle “tartarughe” chiede al Presidente del IV Muncipio di attivare ogni strumento legislativo per supportare l’iter della petizione e farsi garante del diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano e dignitoso; Casapound invita inoltre il Sindaco a promuovere un tavolo di intesa tra Comune, Ama e Comitati per individuare una soluzione “accettabile e condivisa” per la gestione dell’impianto che vorrebbero fosse destinato ad alto uso che – si legge nel documento – “non comprenda la lavorazione di rifiuti la cui lavorazione provochi fastidiosi miasmi che affliggono gli abitanti delle zone adiacenti” al civico 981 della Salaria.


A due mesi esatti dalle prossime elezioni, in una campagna elettorale che si prospetta interessante e accesa su un punto tutte le forze politiche sembrano convergere: l’impianto Ama di via Salaria va spostato altrove e velocemente.

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