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Caudo parte dal Tmb Salario e attacca Raggi: "La chiusura nel 2019 è impossibile"

Il neo minisindaco del Municipio III nel sito di Ama: "Piano industriale avallato da Raggi non regge, su salute non si discute"

Come priorità assoluta lo stop immediato ai miasmi provenienti dal TMB Salario attraverso interventi di mitigazione delle emissioni nauseabonde e infernali sprigionate dall'impianto, poi riduzione dei rifiuti trattati per arrivare al progressivo smantellamento del sito: questa la strada tracciata dal nuovo presidente del Municipio III, Giovanni Caudo, che questa mattina, con una delegazione composta dagli assessori municipali e da esperti, ha fatto visita all'impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti di via Salaria 981

TMB Salario una "discarica" tra le case

Un sito di Ama, dove vengono pure accumulate tonnellate di indifferenziata, nel bel mezzo di case, uffici e scuole: un "mostro" che rende l'aria dei quartieri Villa Spada, Fidene, Serpentara e dintorni, con le esalazioni a toccare anche Piazza Vescovio e Saxa Rubra, irrespirabile. 

"A causa del TMB Salario non possiamo vivere serenamente nelle nostre case, per le strade del nostro quartiere. Ogni giorno è un inferno" - ha detto al neo minisindaco una residente della zona, membro del CdQ Fidene, a margine del sopralluogo. 

Ama Salario, da TMB a "discarica": i residenti sacrificati all'emergenza

Il presidente del Municipio III in sopralluogo al TMB 

Una visita durante la quale Caudo ha portato all'attenzione dei responsabili del TMB le tantissime segnalazioni dei cittadini sulle esalazioni discutendo sulla possibilità di ridurre il materiale indifferenziato conferito spesso fino al limite sostenibile consentito dal normale funzionamento dell’impianto. 

"L’impegno comune dovrà essere nella direzione della riduzione dei rischi per la salute dei cittadini del terzo municipio che, con la stagione calda, rischiano di aggravarsi" - ha detto il minisindaco ringraziando Ama per il confronto "vero e reale"

Due le principali criticità messe in luce da Caudo: la posizione del sito, una sorta di discarica nel cuore della Salaria, e lo "stress" a cui è sottoposto l'impianto in una città dove la differenziata è quasi ferma e l'emergenza sempre alle porte. 

Caudo: "Impianto non chiuderà nel 2019"

"Sul TMB Salario ci sono alcune evidenze: questa struttura per il lavoro che fa è incompatibile con l'area urbana circostante, bisogna accelerare la sua dismissione. Purtroppo però non sarà affatto nel 2019 come annunciato dalla Giunta Raggi: sembra infatti impossibile raggiungere il 70% di differenziata, necessaria per chiudere l'impianto, entro quella data. Aver avallato un piano industriale che non regge è una responsabilità del Comune e di Ama" - ha sottolineato il minsindaco che però non risparmia critiche anche alla Regione guidata da Nicola Zingaretti, rea di non aver fatto abbastanza. 

"La seconda evidenza è che l'impianto è stressato: la carenza di una visione complessiva sui rifiuti e qui - ha specificato Caudo - metto in mezzo anche la Regione, oltre che il Comune, fa si che questo sito venga utilizzato per sopperire alle emergenze: lavora sempre al limite e questo non va bene. Non è possibile in una zona urbana". 

La priorità: "Stop immediato ai miasmi"

Da qui l'impegno a richiedere la riduzione dei rifiuti trattati, nel mentre interventi di contenimento e mitigazione dei miasmi per consentire ai quartieri del quadrante di tornare a respirare.

"Faremo degli incontri operativi per stabilire quali soluzioni mettere in campo, il nostro primo obiettivo è chiaro: stop alla puzza immediatamente" - ha annunciato Caudo che ad Ama chiederà anche di certificare la quantità di rifiuti in entrata e uscita dall'impianto. 

"La salute non è negoziabile. Se non si raggiungono subito questi obiettivi il Municipio è pronto a riunirsi proprio qui davanti al TMB" - la promessa del nuovo presidente. "Siamo responsabili, sappiamo che il TMB Salario è un impianto inserito nel ciclo dei rifiuti. Ma i cittadini del III Municipio non possono più respirare questa puzza". 
 

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