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Slitta apertura Ponte Fidene-Villa Spada: "Ritardo per questioni tecniche, non per ascoltare residenti"

Il consigliere NCD, Cristiano Bonelli, replica al Presidente Marchionne e all'Assessore capitolino Pucci: "Progetto rimasto identico all'originale, oltre che 'scrocconi' pure bugiardi"

L'apertura del ponte di collegamento fra Fidene e Villa Spada - secondo il countdown installato lo scorso giugno - sarebbe dovuta avvenire proprio oggi ma per l'inaugurazione della nuova infrastruttura del Municipio III il territorio dovrà ancora attendere, "qualche giorno" - hanno assicurato il minisindaco Paolo Marchionne e l'Assessore capitolino ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci.

Un ritardo, sottolineato come "l'ennesima promessa mancata", dal centrodestra municipale solerte pure nel ricordare come l'opera fu "finanziata dalla passata Giunta comunale". 

RITARDO PER CONFRONTO CON RESIDENTI - A quanto dichiarato da Piazza Sempione lo slittamento dell'apertura sarebbe dovuto ad un confronto con i residenti di via Incisa in Val D'Arno preoccupati per il notevole flusso di traffico in mezzo al quale rischiavano di trovarsi. 

SLITTAMENTO PER QUESTIONI TECNICHE - "In realtà - replica però Bonelli - le cause che hanno fatto slittare la data di apertura del ponte di Fidene sono dovute a questioni meramente tecnico amministrative. Ricordo ai bugiardi che fu il sottoscritto ad indurre l’allora Presidente della Commissione Mobilità e Lavori Pubblici a recarsi insieme a tutti i componenti della commissione in sopralluogo proprio in Via Incisa in Val D’Arno per rendersi conto della situazione e ricordo altresì, sempre ai bugiardi, che - sottolinea l'esponente del NCD - in quell’occasione ci fu il primo incontro  tra istituzioni locali e  residenti della strada".

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PROGETTO COME L'ORIGINALE - Da li seguirono altri confronti con lo stesso Bonelli e con il neo Assessore a Mobilità e Lavori Pubblici Dionisi. "Rimane il fatto che il progetto della struttura del ponte di Fidene (finanziato grazie alla passata Giunta comunale) è rimasto identico all’originale  quindi - sostiene il capogruppo NCD - poteva essere aperto il 15 ottobre come promesso. Nessuna variante (che avrebbe comportato tempi di approvazione lunghissimi) e nessun cambio sostanziale: solo un adeguamento alla viabilità circostante che non è sufficiente a giustificare l’ennesima mancata promessa di Marino e Marchionne che - conclude Bonelli - oltre a scroccare un’opera ai loro predecessori raccontano bugie a più non posso".
 

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