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Nel Montesacro arrivano 20 giovani rifugiati: "Sarà modello positivo di accoglienza"

Il gruppo di Eritrei sarà temporaneamente ospitato in una struttura del Comune nel Municipio III: già attive le reti del volontariato e della cooperazione sociale

foto d'archivio

Circa venti giovani rifugiati di nazionalità eritrea passeranno il mese di agosto e qualche giorno di settembre, prima di essere trasferiti altrove, nel Municipio III che già da un anno sperimenta - nelle strutture del progetto SPRAR, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e status di Rifugiato - un nuovo modello di accoglienza con famiglie e minori di varie nazionalità inserite in progetti curati dalla cooperativa Idea Prisma 82 e dall’Arci Roma.

"Un modello vincente quello dell’accoglienza diffusa con integrazione piena nei quartieri di residenza, rapporti con le scuole e progressiva autonomia degli ospiti" - hanno detto il Presidente del Municipio III, Paolo Marchionne, e l'assessore alle Politiche Sociali, Eleonora Di Maggio, dando la notizia e dicendosi orgogliosi di ospitare queste persone che provengono da un’esperienza dolorosa e da una lunga permanenza nella nostra città curata soltanto da gruppi di volontari.

Dinamiche e incessanti sul territorio le attività delle reti del volontariato e della cooperazione sociale che - con il supporto del Municipio e pure delle strutture commerciali della zona - si stanno rendendo disponibili sia per garantire i generi di prima necessità, sia per coinvolgere i giovani in attività di utilità sociale al fine di rendere il breve soggiorno il più positivo possibile sia per gli ospiti che per la cittadinanza.

"In questo modo, la comunità locale potrà avere un concreto scambio con una realtà di accoglienza positiva e conoscere da vicino le persone che sono coinvolte in prima persona nelle tristi vicende che seguiamo ogni giorno sui nostri giornali" - hanno tenuto a sottolineare Marchionne e Di Maggio auspicando lo sviluppo positivo della vicenda "specialmente in questo periodo in cui la città è più vuota e i pochi residenti che rimangono hanno bisogno di relazioni e di presenze positive".

"Ci stringiamo tutti insieme intorno a questo gruppo che - hanno chiosato rivolgendosi al prezioso lavoro dei volontari - insieme all’assistenza straordinaria attivata per gli anziani soli, costituirà un presidio del territorio utile all’intera cittadinanza".
 

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