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Aggressione ai militanti Pd: per "Zippo" la condanna a 2 anni e 8 mesi

Lesioni personali aggravate, il reato contestato al giovane esponente di Casapound, arrestato lo scorso 30 Novembre per l'aggressione a Prati Fiscali

Una condanna a due anni e otto mesi di reclusione per Alberto Palladino, il giovane esponente di Casapound arrestato il 30 Novembre scorso per l'aggressione a cinque militanti Pd, avvenuta a Prati Fiscali. A deciderlo, il giudice monocratico del Tribunale di Roma, al termine di un procedimento svolto con rito immediato. 

IL REATO CONTESTATO. Lesioni personali aggravate il reato contestato a Palladino per il quale il giudice ha modificato la custodia cautelare dagli arresti domiciliari all'obbliga di dimora presso il comune di Ronciglione. La notte del 3 novembre i militanti del Pd stavano affiggendo dei manifesti in via dei Prati Fiscali, nella zona nord di Roma, quando furono attaccati con mazze e bastoni da alcuni sconosciuti. Tutti vennero medicati in ospedale per le lesioni subite. Tra gli aggrediti c'era il capogruppo del Pd al IV Municipio, Paolo Marchionne, che raccontò di aver riconosciuto tra gli aggressori Palladino, un volto noto nella zona come militante di CasaPound. L'associazione negò qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, minacciando querele. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il gruppo di aggressori era composto di 15 persone, travisate con caschi e armate di bastoni e mazze ferrate. La violenta aggressione era stata interrrotta dall'intervento casuale di una pattuglia dell'Arma che passava per via dei Prati Fiscali.

LA DIFESA DI CASAPOUND. "La condanna di Alberto Palladino è una vergogna che uccide la giustizia. E' un assurdo giuridico e la dimostrazione che in questo paese la verità è solo un'opinione, da valutare in base a chi la sostiene". Così Casapound commenta in una nota la condanna inflitta ad Alberto Palladino, accusato di aver partecipato all'aggressione di alcuni militanti del Pd avvenuta a Roma lo scorso 3 novembre. "Così, se per alcuni magistrati, come quelli di Aosta, CasaPound non ha nemmeno diritto a difendere il suo onore in Tribunale - continua la nota -, ce ne sono altri per cui le affermazioni di un esponente del Pd, anche senza nessuna prova materiale a supporto, valgono più di mille alibi. Non solo è l'imputato a dover dimostrare di non essere stato colpevole di quell'aggressione, ma si arriva al paradosso giuridico per cui un'accusa senza prove vale più di una difesa circostanziata da più testimonianze".

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