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Il centro Alzheimer chiude e non va a bando: "Il Comune mente a famiglie e lavoratori"

La struttura di Montesacro cesserà il servizio il 30 settembre, insorge la CUB Sanità Italiana di Roma e provincia: "Salvare presidio e operatori"

Chiude i battenti il centro Alzheimer di Montesacro, quello in via Isola Madre. Dopo la comunicazione della cooperativa che gestiva il servizio (in scadenza il 30 settembre 2018) di non essere disponibile a rinnovi taciti o proroghe temporanee in attesa del nuovo affidamento, il Comune, che non ha inserito la struttura del Municipio III tra quelle messe a bando, ha scelto di dismettere il presidio. 

Chiude il centro Alzheimer di Montesacro

Quarantaquattro i posti a disposizione, dodici gli utenti attuali: così Roma Capitale ha deciso di tagliare, lasciare gli spazi di via Isola Madre e dirottare gli ospiti del centro diurno presso il Villaggio Alzheimer di Fondazione Roma alla Bufalotta. 

Una scelta che non è piaciuta al Municipio III solerte nel rimproverare al Campidoglio di aver agito senza consultare Piazza Sempione e la Asl di competenza "che - ha sottolineato l'assessora al Sociale, Maria Romano - avrebbe potuto colmare i posti vacanti". 

Il Municipio III contro la scelta del Campidoglio

"Sorprende il cinismo con il quale si interrompono i percorsi di cura dei malati che di tutto necessitavano eccetto dell'interruzione della loro quotidianità. Lo smantellamento dei servizi sociali ad opera della Giunta Raggi, per logiche di cui non abbiamo contezza, applicato alla carne viva delle persone, spaventa tutti noi, soprattutto per la modalità remissiva e taciuta con il quale sta avvenendo" - il commento dei capigruppo della maggioranza in III Municipio.

Il Comune chiude il centro Alzheimer di Montesacro: "Famiglie lasciate sole"

Il sindacato sul piede di guerra: "Il Comune mente"

Una decisione, quella di chiudere il centro Alzheimer di Montesacro, contro la quale è insorta anche la CUB (Confederazione Unitaria di Base) Sanità Italiana di Roma e provincia intenta a salvaguardare il servizio e il posto di lavoro dei 9 dipendenti, tra operatori socio sanitari, operai e addetti, de Il Cigno. 

"Chiude il centro Alzheimer di via Isola Madre e l'amministrazione 5 Stelle incolpa la cooperativa che gestisce il servizio, ma mente sapendo di mentire visto che la struttura, dopo la comunicazione de Il Cigno di non essere disponibile a rinnovi o proroghe,  non è stata nemmeno messa a bando" - tuona il segretario provinciale Domi Sonnante. 

"Non stupisce che gli operatori economici manifestino l’indisponibilità a qualsiasi ipotesi di rinnovo: le strutture non vengono utilizzate in maniera efficiente e razionale, non ne viene incentivata la fruizione da parte degli utenti potenziale, a causa di procedure macchinose e poco trasparenti. Pertanto - incalza il sindacalista - la gestione si rivela non economica sia per le aziende appaltatrici sia per l’Amministrazione". 

Una situazione di disagio che, secondo la denuncia del sindacato, sarebbe diffusa in tanti dei centri Alzheimer e delle case di riposo della città "che versano in condizioni critiche anche dal punto di vista strutturale e igienico, a causa dei continui tagli che nel corso degli anni sono stati fatti alle spese di manutenzione". 

Chiara e netta la richiesta a Roma Capitale: "Pretendiamo che il centro Alzheimer di via Isola Madre resti aperto e dunque messo a bando e che i lavoratori non vengano sbattuti per strada dopo dieci anni di virtuoso lavoro". 

"Siamo convinti - ha scritto Sonnante in una lettera che chiede l'incontro con l'assessora Baldassarre per avviare un confronto costruttivo - che  il benessere sociale si misuri in termini di qualità della vita e della convivenza sociale di tutte le componenti di una comunità e che le strutture sociali costituiscano uno strumento essenziale per contrastare le disuguaglianze sociali, alleviare le condizioni di fragilità e vulnerabilità, promuovendo l’integrazione sociale e offrendo sostegno alle famiglie". 


 

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