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Asili nido, Cgil: 699 i bambini in lista d'attesa

Solo il 53% delle domande presentate per l'anno accademico 2010/2011 sono state accolte. A dare i numeri la Cgil Roma e Lazio che ha realizzato uno studio che interessa tutto il territorio della capitale

di Redazione 02/09/2010
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Su 1.473 richieste presentate per avere accesso agli asili nido per l'anno accademico 2010/2011 , 774 sono state accolte. Questo significa che il 53% delle domande per gli asili nido sono state soddisfatte mentre 699 bambini sono rimasti in lista d'attesa. A dare i numeri la Cgil Lazio che ha effettuato un'indagine per verificare la situazione nel Comune di Roma.

Nel IV Municipio ci sono in tutto 14 nidi comunali, di cui 9 convenzionati, 3 sezioni ponte (strutture che accolgono bambini da 24 a 36 mesi presso scuola comunale dell'infanzia) e 2 spazi Be.bi convenzionati (accolgono bambini dai 18 ai 36 mesi inseriti in liste d'attesa asili nido comunali per massimo 5 ore giornaliere tra le 7,00 e le 20,00).

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"I dati delle richieste rifiutate - afferma il consigliere provinciale del Pd Marco Palumbo - parlano chiaro. Eppure, davanti a questa emergenza non si comprende perché il presidente Bonelli e l'assessore Filini non abbiano ancora messo a disposizione dei cittadini un nuovo asilo nido pronto in via Giovanni Conti, ristrutturato grazie ai fondi della Regione Lazio e in grado di ospitare 69 bimbi" .

"Sull'argomento - spiega il vicepresidente del consiglio del IV municipio Riccardo Corbucci - la Commissione Scuola presieduta da Emiliano Bono tace, non affronta il problema e da tempo non viene neppure convocata".

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Servizi carenti

Mario:

Questo problema,come quello dei disabili e quello della viabilità,è a dir poco frustrante,infatti è inammissibile che un municipio che è grande come la città di Bologna abbia soltano 14 asili nido comunali ed è ancor più disarmante che più della metà delle richieste vengano respinte.

Anche questo problema non può e non deve essere trascurato ,e soprattutto non può diventare un lusso mandare i propri figli a scuola,visto che ormai, data la situazione da codice rosso in cui versa l'istruzione in generale sembrerebbe quasi inevitabile.
il 2 settembre del 2010 segnala