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Tenuta della Cesarina, "fermati gli sfratti": restano lì le 38 famiglie che abitano l'Agro Romano

Dopo il timore di dover abbandonare le proprie case possono tirare un sospiro di sollievo le circa 40 famiglie che vivono nella Tenuta. Caudo: "Niente allontanamenti forzati"

Possono tirare un sospiro di sollievo le circa 40 famiglie che da anni abitano la Tenuta Agricola della Cesarina: un complesso abitativo rurale immerso nella Riserva Naturale della Marcigliana, nel secolo scorso tra le più grandi aziende agricole della regione. 

Alla Cesarina lo spettro degli sfratti

Ad allarmare i residenti, alla Cesarina da almeno tre generazioni tra campi da coltivare, ortaggi e uva da cogliere, le lettere con cui a alla fine dello scorso anno la società proprietaria della Tenuta, negando i rinnovi contrattuali, di fatto avviava le azioni per il rilascio degli immobili. "Sfratti indiscriminati" - secondo le famiglie della Marcigliana che, temendo di dover abbandonare nell'immediato le proprie case, hanno intrapreso una battaglia per scongiurare qualsiasi allontanamento. 

Al loro fianco il Municipio III volenteroso di mantenere quell'insediamento così particolare e preservare la serenità dei residenti, tra cui numerosi anziani. 

La proprietà scrive alle famiglie della Tenuta della Cesarina

Nei giorni scorsi da parte della proprietà, la Visconti srl, subentrata dopo il fallimento delle società immobiliari di Salvatore Ligresti, le lettere che scacciano ogni paura circa la "cacciata" immediata. 

"Con l'invio della lettera di disdetta del contratto di locazione per naturale scadenza del rapporto, la Società non ha mai inteso, o tantomeno voluto, imporre l'immediato rilascio delle unità abitative in spregio alle esigenze degli inquilini, da sempre tenute nella massima considerazione" - è scritto nelle raccomandate recapitate alla Cesarina. 

"Come è noto, la Società è impegnata, con investimenti rilevanti, nello sviluppo della produzione di beni e servizi agricoli. I vincoli propri del Parco della Marcigliana e la storia aziendale vedono la Società concentrata sulla attività agricola e non su quella immobiliare che - proseguono dalla proprietà - richiederebbe impegno, risorse finanziarie (per l'ammodernamento dei cespiti) e competenze estranee alla vocazione della Tenuta Cesarina. La Società è ben consapevole delle criticità fisiologicamente connaturate al mutamento del consolidato contesto abitativo, in particolare nel caso in cui la vicenda riguardi soggetti che di quel determinato contesto si sentano parte integrante. Ed è per tale principale ragione che, sino ad oggi, la Società ha sempre optato per il perseguimento di soluzioni negoziate, anziché quella della materiale esecuzione degli sfratti, di fatto ad oggi mai eseguiti". 

La società ha poi ribadito  "la piena volontà di privilegiare, come del resto sempre accaduto, l'interesse degli inquilini". 

Ma come? "Mediante la concessione di congrui termini per l'effettivo rilascio delle unità abitative, secondo le esigenze di ciascuno, anche andando ben oltre la naturale scadenza del contratto, nonché prevedendo, se del caso, un contributo di natura economica come ausilio rispetto alla ricerca di una nuova sistemazione". 

Il Municipio III: "Fermati gli sfratti della Cesarina"

Soddisfatto il Municipio III. "In questi mesi abbiamo lavorato a fianco del comitato di residenti della Tenute della Cesarina, lo abbiamo fatto insieme al vicepresidente Stefano Sampaolo e all'assessore al sociale Maria Romano senza clamori pensando all'obiettivo: fermare gli sfratti delle 38 famiglie. Abbiamo incontrato la proprietà e interloquito con gli alti dirigenti del sistema finanziario che ha ereditato questo patrimonio così prezioso per noi tutti. In questi giorni - ha scritto il presidente del Municipio III, Giovanni Caudo - gli abitanti hanno ricevuto una lettera che riporta il sereno, non ci saranno sfratti o allontanamenti forzati, tanto più per chi è nato e cresciuto in quelle case". 

Poi lo sguardo al futuro e l'impegno per far si che quella risorsa agricola torni ad essere "una opportunità per una economia sana, solidale e rispettosa del territorio". 

"Il ciclo di vita delle metropoli già oggi e ancora più nel futuro sarà strettamente connesso con quello agricolo. Il Municipio III - ha scritto il minisindaco urbanista - può confrontarsi da subito con il futuro della città: il futuro di Roma passa da qui".
 

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