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Parco delle Sabine: incompleto, abbandonato e mai consegnato. Nasce l'hashtag #famostoparco

Dall'Associazione Tutela Parco delle Sabine la piantumazione degli alberi per recuperare alcune parti del polmone verde in sofferenza: "Riappropriamoci delle aree lasciate incolte rendendole fruibili"

Non si arresta l'impegno dei volontari e dei residenti dei quartieri limitrofi per il recupero e la manutenzione del Parco delle Sabine: 147 ettari che si estendono tra Fidene e Serpentara, un grande polmone verde mai ultimato e mai consegnato dai costruttori a Roma Capitale.

Così tra ritardi, rinvii e lassismo l'unico argine all'incuria è rappresentato da chi, stufo di vedere un'area così importante lasciata al progressivo logorio, ha scelto di prendersene cura concretamente e non solo seguendo e spingendo per  l'iter di acquisizione nelle sedi opportune. 

Nell'ottobre scorso il voto del Consiglio del Municipio III con la richiesta al Campidoglio di impegnarsi affinchè chi di dovere porti al completamento la realizzazione del Parco delle Sabine secondo i progetti dell'Accordo di Programma approvato dal Consiglio Comunale di Roma, e successive varianti non sostanziali approvate in sede di conferenza di servizi, "ad eccezione - avevano sottolineato nel documento - del centro sportivo con palazzo dello sport". 

E mentre politica e burocrazia fanno il loro corso, sui prati del Sabine sono tornati i volontari per dare al parco un tocco decoroso proprio all'alba della bella stagione. L'azione dei cittadini dell'Associazione Tutela Parco delle Sabine ha previsto la piantumazione di nuove essenze arboree: "Nuovi alberi piantati dai cittadini nel parco delle sabine. Spazi recuperati per la collettività. Riappropriamoci delle aree lasciate incolte nel parco mai completato e rendiamole fruibili per tutti piantando gli alberi, come in ogni parco degno di questo nome. Si agli alberi, no alle aree incolte fonte di degrado e preda di sterpaglie" - hanno scritto dal Sabine sottolineando come il quartiere voglia un parco vero "con alberi e prati, non un surrogato utile solo per il fieno". 

E sulla scia del tormentone che riguarda lo Stadio della Roma a Tor di Valle, anche da Fidene e Serpentara l'hashtag è servito: #famostoparco quello lanciato dal Sabine. 

"Siamo impegnati con tutte le nostre forze per ottenere il completamento del Parco delle Sabine, 170 ettari, il terzo parco cittadino più grande di Roma per estensione (ad eccezione delle 2 ville storiche), il primo interamente progettato e realizzato in una periferia. Quale segnale migliore si potrebbe dare per affermare i tanto sbandierati proclami sulla rinascita delle periferie?" - l'interrogativo dell'Associazione che da anni si batte per la tutela del Sabine. #Famostoparco: non solo uno slogan, ma precisa volontà ed esigenza. 
 

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