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Il costruttore è fallito, il Comune "assente": i residenti si autotassano per sfalciare Parco delle Sabine

L'iniziativa degli abitanti e volontari di Porta di Roma: "Soluzione tampone ma necessaria"

Rendere il Parco delle Sabine decoroso e fruibile allontanando dalle palazzine che vi si affacciano sopra incuria dilagante e tutti quei potenziali pericoli, come incendi e presenza di animali, che Porta di Roma ormai, dopo anni di totale abbandono, conosce bene. 

L'abbandono di Parco delle Sabine

Per questo i residenti dei comparti, su idea dell'Associazione Volontari del Parco delle Sabine, si sono autotassati per procedere allo sfalcio di parte di quell'area verde, oltre 140 ettari che si estendono tra Fidene e Serpentara, da anni ostaggio del contenzioso tra il Comune, che non avendola presa ancora in carico non interviene, e la società costruttrice di recente fallita. 

Una raccolta fondi iniziata nel bel mezzo dell'estate per sopperire prima al mancato sfalcio, "con l'erba a sfiorare i due metri di altezza" - denunciano gli abitanti, poi ad un intervento di manutenzione da parte del costruttore "assolutamente insufficiente ed indecente". 

La raccolta fondi nei comparti di Porta di Roma

Avvisi scala per scala, ascensore per ascensore, nei gruppi WhatsApp condominiali: poi l'incontro per la propria donazione libera, un'autotassazione affinchè quel verde intorno alle palazzine, peculiarità che ha portato tanti a comprare in quel di Porta di Roma, sia davvero un elemento di vanto. 

Tre i comparti in azione, oltre 11 gli ettari sfalciati con l'aiuto dei trattori della ditta ingaggiata dai residenti. 

"Un'iniziativa resasi purtroppo necessaria dato lo stato di abbandono che sta interessando il quartiere Porta di Roma ed il Parco delle Sabine a causa del complesso e vergognoso scarico di responsabilità che vede coinvolti da anni il Comune di Roma ed i costruttori" - dicono dall'Associazione. 

I sei milioni per il verde promessi ma mai arrivati

Sei i milioni per oneri e opere mai realizzate, dunque per la mancata compiutezza del Parco delle Sabine, richiesti dal Campidoglio, nel giugno scorso proprio alla vigilia delle elezioni amministrative, come rimborso al curatore fallimentare e ai convenzionati. Tutto ancora rimasto lettera morta.

L'abbandono di Porta di Roma tra strade chiuse, parchi nel degrado e opere incomplete

La denuncia: "Comune assente"

"In tanti però non ci stanno e per questo si sono autotassati. Una soluzione tampone" - tiene a sottolineare Alessandro Carobbi, vicepresidente dei Volontari Parco delle Sabine/Porta di Roma. 

"I cittadini non devono sostituirsi alle istituzioni ma qui - dice - non ce la facciamo più a stare nelle mani di un costruttore fallito e del Comune assente". 
 

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