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Parco della Marcigliana: un allevamento di cavalli purosangue da 50.000 metri cubi

Un Centro Internazionale di cavalli purosangue nella tenuta della Cesarina:parere favorevole dell'Ente RomaNatura, contrarie le associazioni

Un altro colosso di cemento che rischia di piombare in IV Municipio, questa volta però, sotto le spoglie di “allevamento di animali” piuttosto che “valorizzazione immobiliare”.

È quanto potrebbe accadere nella Tenuta della Cesarina, se arrivasse il via libera della Regione: comincerebbe così la battaglia delle associazioni ambientaliste per fare ricorso contro quella che definiscono l’ennesima mattanza del verde ad opera dei privati, con il lasciapassare delle Istituzioni e, in questo caso, anche di un ente a tutela dell’ambiente.

Il progetto da circa 50.000 metri cubi da sviluppare su 200 ettari della tenuta (vale a dire il 27% della sua complessiva estensione) a cui ci riferiamo prevede la costruzione di un Centro Internazionale di Allevamento per cavalli purosangue, che la società ISAIV del Gruppo Ligresti vuole realizzare nell’area.

Parere favorevole su tale progetto è stato dato dall’Ente Regionale RomaNatura, che in sede di Consiglio Direttivo il 10 Febbraio 2009 ha approvato la Delibera di controdeduzioni al Piano d'assetto della Riserva Naturale della Marcigliana.

"Peccato che", spiegano i rappresentanti delle associazioni Organizzazione Alfa, Non solo cani, e il circolo Legambiente Aniene, "buona parte della tenuta sia individuata come area C1", ossia una zona di protezione in cui sono consentite attività agro-silvo-pastorali (attività fra le quali le associazioni specificano che non è compreso l’allevamento di cavalli purosangue) e non sarebbero consentiti cambi di destinazione d’uso e ancor meno la realizzazione di nuove cubature. Un’altra parte dell’area della tenuta, invece, presenta una zonizzazione di tipo C2, una zona cioè in cui il vincolo di protezione è meno forte e dove è possibile realizzare nuove cubature seppure con finalità agricola. Per queste ragioni la Società ISAIV avrebbe chiesto a RomaNatura di estendere all’intera area interessata la classificazione come area C2. Restano poi i limiti imposti da alcune leggi regionali in base alle quali sarebbero consentite attività integrative al reddito agricolo, che siano cioè a supporto di un’attività agricola; in questo caso però sorge il dubbio che sarebbe l’Azienda agricola Cesarina ad acquisire una funzione secondaria di supporto alle attività del Centro internazionale di allevamento.

Ulteriore aspetto, non meno importante, assume la conseguente costruzione di uno svincolo sul Gra che si renderebbe necessario per facilitare i collegamenti con il Centro di Allevamento, non essendo sufficiente la sola via della Cesarina. 

In poche parole la realizzazione di questo progetto comporterebbe una revisione dell’intero Piano paesaggistico, e la relativa variazione della zonizzazione dell’area: interventi che alcune associazioni ambientaliste hanno definito una “modifica ad aziendam”.

Francesco Petretti, Presidente del Consiglio Direttivo di RomaNatura, durante la seduta del 10 Febbraio 2009 ha sottolineato come “il criterio seguito dal Consiglio sia stato ispirato alla necessità di  garantire la conservazione del paesaggio dell'agro  romano, con i suoi valori di biodiversità, e al contempo alla necessità di rendere possibile, all'interno degli strumenti legislativi e amministrativi esistenti, lo sviluppo di attività economiche ecologicamente compatibili nel settore dell'agricoltura sostenibile e dell'ecoturismo”, come si apprende dal verbale della seduta. E prima ancora, nella seduta del 3 Febbraio 2009, Amedeo Fadda, nelle veci di Petretti, aveva motivato: “a) le cubature proposte sono compatibili con quelle autorizzabili ove presentate dall’azienda sotto forma di  P.A.M.A.; b) la proposta costituisce un valore aggiunto per le imprese agricole presenti sul territorio della  R.N. Marcigliana; c) le attività previste costituiscono una integrazione del reddito aziendale”.

Osservazioni non condivise dai membri del Consiglio Direttivo di RomaNatura Paolo Menichetti e Mauro Veronesi, quest’ultimo Responsabile Territorio di Legambiente Lazio, che hanno espresso voto contrario in sede di deliberazione. Ed è stato proprio Veronesi a precisare, anche durante l’incontro pubblico dello scorso 27 Maggio, che tutto questo avvenga su “imput” di un organismo di tutela quale dovrebbe essere un Ente Parco. Invitiamo pertanto la Regione a cassare tale intervento, facendo capire a RomaNatura l’errore che è stato commesso

Le associazioni ambientaliste che seguono la vicenda fanno sapere inoltre che la società realizzatrice del progetto si sarebbe impegnata a trasformare le deiezioni equine dei cavalli del Centro in compost per uso agricolo per l’intero parco della Marcigliana, come compensazione ambientale. Ironia a parte, non resta che attendere che la Regione si pronunci sulla questione.

 

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