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Porta di Roma: dopo il servizio delle Iene, sit-in di protesta davanti al negozio

Un servizio de Le Iene racconta la triste storia di Sara, malmenata da una responsabile di un negozio del centro commerciale Porta di Roma per costringerla a dimettersi. La storia gira in rete, organizzato Sabato scorso un sit-in di protesta. Se ne prevede un altro per il 23 Aprile

"Perdere il posto di lavoro è sempre brutto, ma quando per convincerti a firmare le dimissioni ti riempiono di botte, è ancora peggio. È la storia pazzesca che ci racconta Sara”. Inizia così il servizio de Le Iene trasmesso lo scorso 13 Aprile. Durante la puntata la giovane ragazza viene intervistata e racconta la sua storia. In mezzo alla bufera la responsabile di un negozio del centro commerciale Porta di Roma, uno dei tanti punti vendita di una nota catena di abbigliamento.
La triste storia di Sara ha inizio quando lei riceve la sua prima busta paga, da cui risultano retribuite molte ore in meno rispetto a quelle in cui ha lavorato. Sara ha chiesto spiegazioni ad una responsabile, che le ha risposto che gli straordinari non sarebbero stati pagati anche se avesse lavorato mille ore, aggiungendo: “Se non ti sta bene puoi firmarmi la lettera di dimissioni e andare via”. Sara aveva bisogno di quel lavoro e non voleva licenziarsi. E allora sarebbero arrivate le botte. Una responsabile del negozio avrebbe picchiato Sara in un camerino, e poi di nuovo nel magazzino. “Mi portarono dei fogli, e dopo 45 minuti di tortura io sono riuscita a firmare quei fogli e finalmente andare via da quel posto”, ha raccontato Sara a Paolo Calabresi, aggiungendo che tre colleghe avrebbero assistito alla scena e le hanno poi portato un bicchiere d’acqua. Sara è uscita dal negozio dopo aver firmato le dimissioni, andando subito al pronto soccorso. Le diagnosi dei medici testimoniano il trauma e le percosse subite, nonchè il trauma psicologico. I titolari del negozio le avevano proposto un accordo, ma Sara ha voluto comunque denunciare il fatto. Sulla pagina facebook della responsabile, come mostra il servizio, sono presenti numerosi riferimenti al nazifascismo e minacce velate rivolte alle dipendenti per tenere chiusa la bocca sulla vicenda. Le Iene fanno visita alla responsabile che ha aggredito Sara, la intervistano. Vengono ascoltate anche, con una telecamera nascosta, le colleghe di Sara che però si tirano indietro in vista di un futuro processo.

In poche ore il video ha fatto il giro in rete. Subito creato un gruppo su Facebook per organizzare un sit-in di protesta davanti al negozio. Sulla bacheca fcbk dell’evento si legge: “Questo sit-in avverrà sabato 16 aprile alle ore 16 davanti al ***** del centro commerciale Porta di Roma, per protestare contro il grave maltrattamento che ha subito Sara dal suo capo ********, e per far capire alle commesse che lavorano ancora dentro ****** che non vogliono dire la verità, che la falsa testimonianza è un reato grave, punibile dalla legge anche con la reclusione in carcere da due a sei anni. Questa causa riguarda anche la tutela di tutti noi, lavoratori e dipendenti di persone che abusano del proprio potere, noi italiani dobbiamo essere tutelati da questo tipo di gente! Combattiamo per i nostri diritti, combattiamo per la nostra vita!!!”.

Guarda il video del sit-in di protesta


Il sit-in ha raccolto oltre cento manifestanti che si sono riuniti per protestare contro la responsabile violenta, costringendo il negozio ad abbassare la saracinesca e chiudere. Dai video messi in rete si apprende anche l'intervento di un'altra responsabile, che dichiara pubblicamente che la responsabile oggetto della protesta è stata sospesa. Sulla pagina facebook ufficiale del negozio è comparso questo commento: “Carissimi Fans, come Voi anche noi siamo amareggiati e rammaricati da quanto emerso dal programma "Le Iene". Non ci riconosciamo assolutamente in questo genere di comportamenti. L'azienda ne ha preso atto, ne seguiranno le opportune azioni”.
Aspettando l'evolversi della vicenda, molti cittadini hanno deciso di continuare a protestare davanti al negozio per evitare che la protesta sia solo una bolla di sapone. Il prossimo sit-in è previsto per Sabato 23 Aprile alle ore 16.

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