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Verso Porta di Roma con la funivia su rotaie, "la metro che non c'è più" scalda la campagna elettorale

L'iniziativa di Caudo: "Metro Jonio-Bufalotta è irrinunciabile, people mover pensato dai 5s inadeguato"

Un sistema a fune su rotaia per arrivare da Jonio, attuale capolinea della metro B1, a Porta di Roma: un sistema di metropolitana leggera, "più funzionale ai tempi di realizzazione" - aveva detto l'assessora alla Mobilità di Roma Capitale Linda Meleo, per collegare alla città il quadrante della Bufalotta ad oggi piuttosto isolato. 

E' questo il progetto della Giunta Raggi che con la delibera n. 113 del 9 giugno 2017 ha cancellato il prolungamento della B1 fino a Porta di Roma sostituendolo con il people mover

La petizione online: "No alla funivia"

Una soluzione sulla quale Metro X Roma ha già lanciato una petizione online per dire "sì al prolungamento della B1 e No alla funivia su rotaia". 

"Se la Metro B1 non dovesse proseguire come previsto dal PRG, che proprio in relazione al prolungamento ammetteva l’aumento della densità abitativa dell’area, si creerebbe un’inaccettabile discrepanza tra espansione edilizia ed infrastrutturale, che graverebbe drammaticamente sulla qualità urbanistica dell’area. Ne viene quindi che il prolungamento, che in realtà è di fatto un 'completamento, non solo è necessario, ma auspicabile in tempi brevi. Sarebbe bene, poi, che a differenza dell’ultima e più recente ipotesi progettuale, il prolungamento tenesse conto della possibilità di recuperare la stazione di scambio con un’ipotetica infrastruttura per il viadotto dei presidenti. Ricordiamo poi che l’infrastruttura è fondamentale per intercettare il flusso veicolare che si immette sul GRA dall’allaccio della A1, uno dei principali collettori autostradali italiani. Un risultato simile non è ottenibile con sistemi differenti tipo People Mover" - ha scritto il Comitato su Change.org.

Una tematica, quella della mobilità, che scalda dunque anche la campagna elettorale del Municipio III, chiamato alle urne il prossimo 10 giugno. 

A Porta di Roma con la funivia su rotaia

"La metro si fermerà a Jonio da dove bisognerà cambiare mezzo e prendere un sistema di trasporto di superficie, chiamato people mover (un sistema a fune), simile a quello in funzione a Perugia, del tutto inadeguato alla realtà della zona e soprattutto a risolvere la congestione da traffico di attraversamento che interessa i quartieri che sono ormai quotidianamente presi d’assedio dalle auto" - ha commentato Giovanni Caudo, candidato presidente del centrosinista a Montesacro. 

Il prolungamento della metro B1

L'urbanista ha sottolineato come il progetto della metro, già predisposto da Roma Metropolitane, abbia invece una  lunghezza di 3,8 km, tre fermate (Vigne Nuove, Mosca, Bufalotta) e due parcheggi di scambio: uno a Vigne Nuove, il secondo alla fermata Mosca, per un totale di 2.550 posti auto.  Costo complessivo previsto tutto a carico del pubblico di circa 500 milioni di euro.

Jonio-Porta di Roma: la metro che non c'è più

Da qui il reclamo della metro sparita: "La metro che non c'è più" - il titolo dell'iniziativa dell'ex assessore della Giunta Marino, ora in corsa per la massima carica di Piazza Sempione, che oggi, mercoledì 30 maggio, partirà alle 16.30 da largo Luchino Visconti, nei pressi del luogo dove era stata individuata nel progetto della Metro B1 la fermata ‘Mosca’, per arrivare in Campidoglio.

L'impegno di Caudo per la mobilità della Bufalotta

“Il mio impegno da presidente - annuncia Caudo - sarà, senza se e senza ma, per il prolungamento della Metro B da Jonio a Bufalotta. Una infrastruttura di cui beneficerà tutta la zona e che potrà risolvere tutto il traffico che la mattina proviene dalla Salaria, da via della Bufalotta e anche dalla via Nomentana e che attraverso il GRA potrà essere dirottato sul parcheggio di scambio. Le tre arterie stradali sono oggi congestionate per la somma del traffico di attraversamento e di quello dei residenti. Il costo previsto è di circa 500 milioni di euro da mettere a carico dei programmi del Ministero dei trasporti e da un cofinanziamento della Regione Lazio, senza bisogno quindi - ha concluso - di prevedere nessuna cubatura aggiuntiva per i privati.”

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