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Casale Nei, terra di nessuno: il Comitato scrive al Sindaco

A dieci anni dalla sua realizzazione l'area risulta ancora come cantiere: opere irrealizzate ed incuria diffusa

Un’intera zona lasciata in balia di se stessa, costretta per forza di cose ad assumere le caratteristiche di un quartiere dormitorio nel quale le poche opere realizzate giacciono oggi tra l’incuria ed il degrado: è questa la denuncia del Comitato di Casale Nei, agglomerato urbano che sorge a ridosso del noto centro commerciale della Bufalotta.


“A quasi dieci anni dalla sua realizzazione, il quartiere si riconferma terra di nessuno; uno dei tanti divenuti dormitorio colpiti dal degrado di una città squilibrata in cui la qualità urbana resta saldamente concentrata nelle aree centrali, nella quale sono state completamente disattese le intenzioni delle sbandierate Centralità Urbane” – così scrive in una lettera di denuncia indirizzata al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il Presidente del Comitato, Carlo De Marco.


Numerose le problematiche riscontrate dagli oltre 5mila residenti di Casale Nei a cominciare dalla rete fognaria, dai parcheggi  e dalle strade per i quali i collaudi mai avvenuti hanno comportato la mancata consegna al Municipio IV; ancora in fase di realizzazione, sebbene fosse stata promessa per il 2008, anche la Piazza in via Ferruccio Amendola, che ad oggi senza che vi sia alcuna data sul termine dei lavori, giace abbandonata e in uno stato di completo decadimento; nessuna manutenzione invece per le alberature ai bordi delle strade, che ormai presentano piante in larga parte morte.


La sola opera realizzata è il parco giochi in via Amato: ma anche in questo caso la scarsa manutenzione e la mai avvenuta consegna al Servizio Giardini, ha fatto si che il degrado e l’incuria avanzassero inesorabili a logorare anche l’unica valvola di sfogo e luogo di aggregazione del quartiere.


A tutt’oggi – denuncia il Comitato - non è ancora stata fatta chiarezza sull’utilizzo dei soldi versati dai cittadini nelle casse dei consorzi Casale Nei e Casale Nei 2000 la cui destinazione doveva essere la realizzazione dei servizi previsti nelle opere di Urbanizzazione Secondaria tra le quali l’incompiuta Piazza di Via Ferruccio Amendola, il verde pubblico e un Polo Scolastico.


Casale Nei dopo dieci anni risulta ancora Area Cantiere e ciò fa si che ogni possibile intervento, previsto dalle Istituzioni per rendere il luogo vivibile, non può essere oggetto di programmazione e realizzazione da parte del  IV Municipio: da qui le condizioni di marginalità e degrado che i residenti, rimboccandosi le maniche, hanno provato ad arginare in questi anni con alcuni interventi.


“Le condizioni igienico-sanitarie ambientali – racconta ancora nella missiva il Presidente De Marco - sono precarie, in quanto l’AMA non opera su tutto il quartiere i necessari interventi ordinari e straordinari di pulizia. Situazione – specifica - aggravata dalla scelta fallimentare della modalità di raccolta differenzia su strada invece del sistema porta a porta, rivelatosi di gran lunga migliore in quartieri di pari densità ed estensione”. Nessun programma di derattizzazione e disinfestazione dalle zanzare è inoltre previsto per Casale Nei.

Ma ai vari problemi ambientali e strutturali del quartiere si aggiunge quello del traffico per il quale non esiste un piano di regolamentazione: Per effetto dell’apertura delle reti di collegamento al polo commerciale – spiega il Presidente del Comitato “Insieme per Casale Nei” - la viabilità si è intensificata e necessita di urgenti interventi di regolamentazione e prevenzione, in quanto si è creata una sovrapposizione tra i flussi a scala urbana e quelli locali,  in particolare su Via Mario Soldati. Per contro – prosegue la missiva - si evidenzia l’assenza totale di controllo da parte dei vigili e l’inutile installazione delle patetiche colonnine “civetta” buone solo per essere prese di mira dai teppisti di turno ed essere trasformate in contenitori per rifiuti in quanto notoriamente vuote”.
 

“Ci domandiamo – conclude la lettera con l’invito al Sindaco di tener conto della situazione - se la latitanza dei Responsabili tecnici Comunali del Piano di Zona siano dovuti ad una totale assenza di volontà politica di cercare soluzioni praticabili ai problemi riguardanti il quartiere o più semplicemente ad una manifesta incompetenza ed incapacità di confrontarsi sul piano dei fatti e di mettere in opera i provvedimenti risolutivi necessari”.

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