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La Cesarina: l'ex campo rom dove ora si vive tra fango, macerie e rifiuti

Chiuso sul finire del 2013 l'ex "villaggio della solidarietà" è ora un insediamento abusivo tra casupole diroccate e calcinacci. Bartolomeo: "Qui vivono anche cinque minori, chiedere messa in sicurezza e interdizione area"

I segni dell'abbandono e del tempo che passa: edifici logori e malconci tra calcinacci, rifiuti ed erbacce. Fuori dalle casupole ormai consunte e diroccate cortili di terra e tutto l'occorrente per vivere tra le macerie di quello che fu il campo nomadi de La Cesarina: un "villaggio della solidarietà" più volte balzato sulle pagine della cronaca per le condizioni disastrose e inumane nelle quali circa 180 persone di origine rom erano costrette a vivere. 

Una struttura chiusa nel dicembre 2013 con le famiglie trasferite dalla Marcigliana nell'inferno di via Visso. 

Un campo, il Cesarina, al centro pure del braccio di ferro tra Campidoglio e Municipio III: con il primo, ai tempi dell'Assessore al Sociale Cutini, a prometterne e programmarne la ristrutturazione da circa 2milioni di euro e Piazza Sempione a chiedere che quei soldi venissero spesi per progetti di vera inclusione sociale ed anche per la bonifica di un'area che così, limitrofa anche alla Riserva Naturale, non poteva stare. 

Eppure dismesso il campo nomadi nulla li sembra essere effettivamente cambiato. Panni stesi al sole su fili appesi tra un albero e l'altro, bracieri e giocattoli in terra, taniche d'acqua e tavolini, dentro ai manufatti i segni di una vita difficile vissuta tra fango, macerie e immondizia. 

Situazioni di disperazione e illegalità che vanno avanti da tempo: da quando all'incirca quel "villaggio della solidarietà", una volta chiuso, fu è stato lasciato alla mercè di nomadi e indigenti. 

"Da quasi un anno tredici 'vaganti' hanno occupato nuovamente i fabbricati messi sotto sequestro dalla Polizia Locale. Attualmente nell'area ci sono 8 adulti e 5 minori di età compresa tra un anno e mezzo e sei anni" - ha denunciato il consigliere del Gruppo Misto (area centrodestra) del Municipio III, Manuel Bartolomeo, ancora in sopralluogo nell'area proprio come nell'ottobre 2014 quando denunciò la medesima situazione

La richiesta inoltrata a Piazza Sempione è quella di adoperarsi per la messa in sicurezza dell'area magari chiedendo alla proprietà di interdirla "al fine di non aprire la strada all'ennesimo focolaio di illegalità sul territorio". 
 

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